Vietato morire: l'album e la storia di Ermal Meta

Vietato morire, il secondo album di Ermal Meta, già certificato "Oro", è molto più di un disco: è un progetto discografico in cui il cantautore ha messo tutto se stesso.

 

Con grande successo di critica e pubblico, l'album gli ha regalato il podio sanremese e il Premio Mia Martini.

Vietato morire è legato al fil rouge dell’omonimo singolo, un testo duro e autobiografico, che racconta l’infanzia violata di Ermal tra “i pugni in faccia” del padre e il dolore della madre, che “da un libro di odio” gli ha insegnato l’amore.

Distribuito in un doppio album con i 9 brani di Umano, Vietato morire segna la grande rivincita di Ermal sul suo vissuto, trasformato in un messaggio di amore e ribellione, confermando la grande abilità dell’artista di fare del pop intelligente, ove una scrittura solida si mescola a giochi melodici e musicali orecchiabili, anche sui contenuti più duri.

La vendita del doppio disco non solo rende onore al minore successo iniziale di Umano, ma rivela anche una connessione emotiva tra l’uno e l’altro. Che raccontano una storia, un passato e un destino, quello di Ermal, che si spoglia del suo dolore e lo trasforma in canzone, facendosi portavoce di un messaggio importante: “cambia le tue stelle, se ci provi riuscirai”.

Dal punto di vista musicale le 9 nuove tracce sono eterogenee, passando da sonorità acustiche come Voce del verbo e Piccola anima, duetto profondo con Elisa, a canzoni dai suoni più elettronici come Bob Marley, La vita migliore e Rien ne va plus.

Tutte, indistintamente, a traghettare messaggi tanto universali quanto intimi grazie al linguaggio diretto del pop misto alla canzone d’autore: testi chiari, melodie semplici, ritornelli orecchiabili. E tutte, indistintamente, in grado di emozionare.

Come emoziona il nuovo singolo estratto dall’album, Ragazza paradiso, che, gli “ha dato tutto e niente aveva”.
Un album da “ascoltare” e un esempio da ammirare, quello di un bambino diventato "grande quanto l’amore che dà". Con le sue canzoni.

Lidia Schiazza

 

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