Cat Zaza e l’arte di illustrare i libri per bambini

 Abbiamo incontrato Caterina Zandonella, in arte Cat Zaza, famosa illustratrice di libri per ragazzi, italiana di nascita, cosmopolita di vita e parigina per scelta e per amore.

Ci ha raccontato qualche segreto su questa professione che è arte, passione, talento, fortuna e un po’ di managerialità.
L’abbiamo incontrata proprio in questi giorni, mentre a Bologna si sta tenendo la più importante Fiera del Libro per Ragazzi del nostro Paese.
Perché pensiamo che la rinascita di un Paese e della sua gente debba passare anche attraverso la cultura, tanto più importante quanto più si è piccoli.

 

Iniziamo con una breve presentazione: chi è Caterina Zandonella?
Sono un’illustratrice-autrice italiana che vive e lavora nella “Ville Lumiere” assieme al suo compagno e a due inseparabili gatti .
Fin da piccola il viaggio è stato una costante della mia vita, il lavoro dei miei genitori mi ha infatti portata a vivere in paesi lontani ed esotici come il Medio Oriente e il Nord Africa, la Russia e le Americhe. Tutto questo viaggiare e il mescolarsi delle colorate culture extraeuropee ha da subito fatto brillare in me la scintilla dell’arte.
Seguendo la mia vocazione, ho quindi deciso di intraprendere gli studi d’artistici: prima l’istituto d’arte (sezione moda e costume), poi lo IED (sezione illustrazione).

 

Cosa ti ha portato a Parigi?
La voglia di dare una continuità al mio percorso di “artista nomade” mi ha portato a fare le valige appena laureata. Ma dove andare?

A Parigi, ovviamente! Una città viva, in movimento e con un incredibile fermento artistico e culturale. Come per incanto qui mi sono sentita subito a casa, tra le strette vie del cento storico e i grandi Boulevard brulicanti di vita. Ho posato le valige in un appartamento bohemien e da qui non sono più ripartita.

 

Chi è, invece, Cat Zaza? Com’è nata la passione per l’illustrazione?
Cat Zaza è uno pseudonimo nato dalla semplificazione del mio nome e del mio cognome. Caterina è diventato Cat, con un riferimento anche alla mia passione per i gatti e Zandonella si è trasformato in Zazà che ha una sonorità un po’ più francese.
La passione per l’arte risale alla mia infanzia quando, grazie ai ripetuti viaggi, sono entrata in contatto con diverse culture extra europee che hanno dato l’imprinting al mio stile artistico.
Al rientro in Italia ho iniziato il mio percorso scolastico al liceo artistico che mi ha fornito le basi delle principali tecniche pittoriche e plastiche. In seguito ho approfondito il tema dell’illustrazione attraverso un percorso di studi allo IED.
Unendo il background culturale multietnico alla padronanza di diverse tecniche pittoriche ho potuto sviluppare un mio stile personale che poi ho applicato alla “forma” del libro illustrato.
Il mio è un percorso di ricerca volto ad avvicinare i bambini a diversi temi culturali attraverso mondi poetici e onirici. Come appunto nel libro “La Figlia del Calligrafo” e nel disegno animato – il progetto è in corso d’opera - “il Viaggio di Lea”.
Inoltre, la scrittura è stata la naturale evoluzione del mio percorso artistico: ora posso essere l’autore completo dei miei mondi immaginari e dare vita ai miei personaggi non solo attraverso i disegni, ma anche attraverso le parole.

 

 

Quali sono stati gli illustratori, autori o artisti a cui ti sei ispirata?
In controtendenza con i tempi, che vedono le tecniche digitali in primo piano, ho sempre avuto una predilezione per gli artisti che lavorano con tecniche tradizionali.
Gli artisti che amo sono quindi quelli capaci di unire una grande tecnica pittorica all’immaginazione. Mi vengono in mente : Saun Tan, Elisabeth Zwerger, François Roca. Impresse nel mio cuore restano le illustrazioni di Richard Scarry che hanno marcato la mia infanzia.
Non solo i grandi illustratori contribuiscono alla mia ispirazione, ma anche registi cinematografici come Tim Burton, Jean-Pierre Jeunet, Wes Anderson e il cinema indipendente americano che trova la sua massima espressione nel Sundace Film Festival.
Per quanto riguarda la musica: il jazz e la musica etnica sono le mie attuali colonne sonore.

 

Parlaci di qualche collaborazione e progetto particolarmente importante nella tua carriera…
Tutto é importante in una carriera, le piccole come le grandi collaborazioni.
Appena arrivata in Francia ho collaborato con Gudule e Lorris Murail, che sono due scrittori noti nel panorama letterario per ragazzi francese. Attualmente collaboro con “Bayard presse” che mi permette una grande visibilità in edicola.
Lavoro anche con una nuova casa editrice che mi assicura grande libertà nella creazione.

 

… e dei tuoi progetti per il futuro
I progetti per il futuro sono quelli che preferisco! Guardare avanti e avere il brivido di creare qualcosa di nuovo confrontandosi con altri artist, con scrittori, grafici e animatori.
Adoro la fase progettuale, quando le idee sono in pieno fermento.
Al momento ho vari progetti di libro illustrato concreti, cioè con un contratto già firmato e altri in corso di realizzazione, che saranno presto in cerca di editori o sponsor… trai quali anche un cortometraggio animato.

 

Raccontaci brevemente perché il tuo lavoro è il più bello del mondo, per te.
Amo il mio lavoro perché mi da la possibilità di creare dal nulla tanti mondi immaginati, che entrano nelle case della persone e nelle scuole e spero portino gioia e meraviglia.
Invita le mamme e i papà a far scoprire ai bambini, fin da piccoli, la bellezza della “lettura”: insomma, almeno 5 buoni motivi per convincere tutti i genitori a farlo.
Perché i libri che leggi da piccolo te li ricorderai per sempre.
Perché è importante sognare e vivere avventure attraverso i libri.
Perché leggere è cultura, leggere e saper guardare le immagini forma la mente e il cuore.
Perché non c’è rischio che il libro a metà lettura si scarichi perché non ha le pile, non fa male agli occhi e non ha nessun tipo di controindicazioni; è un passatempo sano!
Perché gli artisti del libro vivono perché i libri siano letti. Quindi forza, tutti in libreria!

 

 

Cosa consigli ai ragazzi che vogliono intraprendere la tua carriera?
Nei “mestieri d’arte” spesso non c’è il percorso classico: studio, tirocinio, primo impiego.
Ogni percorso è diverso, e la riuscita dipende da un mix di molte cose: talento, motivazione, disciplina, fortuna e una buona rete di contatti.
Quando si finiscono gli studi si è spesso un po’ disorientati di fronte a una futura carriera da libero professionista. Essere illustratore infatti non vuol dire solo saper disegnare, ma anche saper leggere un contratto, saper stimare i costi di realizzazione delle proprie illustrazioni, conoscere i propri diritti in materia d’autore, farsi pubblicità. Consiglio, quindi, di iscriversi all’Associazione Illustratori per avere i primi consigli su come muoversi nell’ambiente.

Che cos'è per te lo stile?
Lo stile, per Cat Zaza è l’impronta personale che un’artista regala al suo lavoro. Il suo modo di vedere la realtà e di reinterpretarla 

 

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