Costiera Amalfitana in cinque tappe insolite

La strada è sempre la stessa, la mitica SS163 una delle strade panoramiche più belle d’Italia che collega Salerno con Sant’Agata sui due Golfi di Napoli e di Salerno.

È la spina dorsale della Costiera Amalfitana, da percorrere sulle curve a bordo di una due posti vintage come negli anni Sessanta della Dolce Vita, lungo i paesini arroccati sulle rocce a strapiombo su un mare da favola.

Ci si ferma a Positano, Ravello e Amalfi, certo, ma poi il bello è “perdersi” alla scoperta di una Costiera Amalfitana insolita e inaspettata.
Per non perdere la bussola, seguite il nostro itinerario: la Costiera Amalfitana in cinque tappe (che non ti aspetti).
 

Visitare Furore, uno dei borghi più romantici d’Italia
Gemma della Costa Amalfitana, Furore deve il suo nome alle onde del mare che si infrangono nel fiordo, uno dei più pittoreschi d’Italia, dove si trova il borgo. Che poi proprio un borgo non è, visto che è conosciuto con l’appellativo di “paese che non c’è”: non esiste infatti un unico centro abitato e le case, isolate, spuntano dai costoni di roccia come un mazzo di carte sparpagliato dal vento. Per la sua particolare conformazione fisica, Furore ha svolto, durante le incursioni saracene, il ruolo di roccaforte inespugnabile della costiera campana.
Nei pressi di Praiano, si incontra il fiordo di Furore che merita una sosta di almeno una o due ore per ammirare la spettacolare spaccatura nella roccia e il pugno di case in parte ristrutturate: qui si trova anche quella abitata da Anna Magnani, oggi trasformata in museo, nel periodo del suo burrascoso amore con Roberto Rossellini.

Un tuffo nella Grotta dello Smeraldo
Scoperta da un pescatore nel 1932, la Grotta dello Smeraldo si trova in località Conca dei Marini e deve il suo nome alle sfumature smeraldo che assume l’acqua del mare a contatto con la luce solare che filtra dalla fenditura che collega la grotta al mare aperto. Anticamente la Grotta dello Smeraldo era posta sopra la superficie del mare, come dimostra la presenza al suo interno di stalattiti e stalagmiti.
Vi si arriva via mare, con piccole barchette a remi variopinte ma si può raggiungere anche da terra, scendendo 35 gradini ricavati nel costone roccioso per poi prendere un ascensore.
Nel 1956, sul suo fondale, è stato allestito un presepe subacqueo.

Comprare una ceramica dipinta a mano a Vietri sul Mare

Da Salerno bastano 5 km per raggiungere Vietri sul Mare, piccola cittadina famosa in tutto il mondo per l'antica tradizione di lavorazione della ceramica. Qui laboratori e botteghe sono tantissimi e propongono il meglio della produzione locale: dalle piastrelle per pavimenti e tavoli ai servizi di piatti, dai vasi alle brocche, alle lampade, nei colori blu, giallo e turchese, tipici della tradizione.
Per non parlare delle spiagge della zona, simili per splendore e conformazione a quelle di Positano e Amalfi, e dei due faraglioni che fanno bella mostra di sé nella baia di fronte a Vietri sul Mare. Sono detti "i due fratelli" in onore, ci dice una delle tante leggende del nostro Paese, di due cavalieri, un cristiano e un arabo, che durante una battaglia duellarono fino alla morte e, ormai in fin di vita, si accorsero di essere fratelli giacché uno dei due era stato rapito da bambino.

Concedersi un peccato di gola a Cetara e Minori


Se esistesse una classifica per i più bei borghi marinari, di certo Cetara conquisterebbe il podio perché, con la sua manciata di case colorate, affacciate su un piccolo golfo dove riposano le barche colorate dei pescatori, sembra fatto apposta per i pittori (o i fotografi).
Cetara è famosa soprattutto per la preziosa e squisita produzione della colatura di alici, una salsa liquida dal colore ambrato, ottenuta mettendo le alici sotto sale e pressate in botti: è una lavorazione lunga e delicata che richiede dai cinque ai sei mesi e che ne giustifica il prezzo piuttosto salato. Utilizzata per condire gli spaghetti è un piatto da veri gourmet. A Cetara sono parecchi i negozi alimentari che la vendono.
Pochi chilometri e si giunge a Minori, patria dei golosi, visto che qui si trova la pasticceria di Sal De Riso, uno dei più famosi e blasonati pasticceri italiani. I suoi dolci sono a dir poco inarrivabili: provate la torta di ricotta e pere o la delizia al limone sfusato (una varietà prodotta solo in costiera amalfitana, che viene utilizzata anche per produrre il Limoncello) e vi si apriranno le porte del paradiso.

Cucina stellata (in spiaggia) a Nerano

Ci sono cose che accadono solo in Costiera Amalfitana. Avreste mai pensato di assaggiare una cucina di mare sopraffina ma, soprattutto, stellata, direttamente sulla spiaggia. A Nerano, famoso per i suoi lidi ampi e ben organizzati, in riva al mare c’è anche la Taverna del Capitano, un tempo casetta di pescatori, oggi ristorante di classe. Il padrone di casa è lo chef Alfonso Caputo che delizia i suoi ospiti con una buona dose di simpatia campana e una dose massiccia di bontà. Solo piatti freschissimi, con materia prime eccellenti dal mare e dalla macchia mediterranea, proposte pure e semplici come natura comanda: la ricciola cotta sulla pietra di mare e affumicata con le scorze di agrumi per esempio, o i paccheri con ragù di scorfano, mentre il pane viene fatto in casa ogni giorno.

 

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