Miami Beach compie cento anni

Se sono tanti i motivi per visitare almeno una volta nella vita l’eclettica e stravagante Miami Beach, quest’anno ne vale ancora di più la pena.

 

 

Soprattutto perchè  la località balneare più famosa della Florida celebra i 100 anni dalla sua fondazione, con un programma ricco di eventi: ogni angolo della città ospiterà eventi e manifestazioni di ogni genere, tra moda, arte, cultura, sport e intrattenimento.
Miami Beach è infatti dal 1915 un comune indipendente dalla più famosa città di Miami, con più di 80.000 abitanti e chilometri di spiagge bianche.
Famosa soprattutto per i suoi palazzi Art Decò, uno stile architettonico che esplose nel corso degli anni 20 del Novecento soprattutto nella zona di South Beach, a Miami Beach questa tendenza architettonica si espresse con palazzi stile Streamlining modern, che richiamavano le linee affusolate e pulite degli aerei. I principali artefici furono i designers Raymond Loewy, Henry Dreyfuss e Walter Dorwin Teague.

 

 

L'Art Deco fu uno stile sintetico, e al tempo stesso volumetricamente aerodinamico, turgido e opulento, probabilmente in reazione all'austerità imposta dagli anni del primo dopoguerra. A Miami Beach fu anche colorato e a volte chiassoso, più caraibico che Parigino, e definisce tuttora il carattere della città.

Miami poi è una città che è tante cose insieme e regala mille motivi per visitarla: è una città vacanziera e lussuosa in grado di richiamare immagini di spiagge soleggiate e fisici scolpiti, ma è anche una città con una vita culturale sorprendentemente vivace e tanti musei da visitare. La città più popolosa e vip della Florida, infatti, è un’ottima meta anche per una vacanza culturale. O, al massimo, potrete alternare le due facce della medaglia: prendere il sole a South Beach la spiaggia simbolo di Miami e ammirare i capolavori dell’arte fiamminga al Bass Museum of Art.

Per tutto il 2015, poi, la Magic City sarà ancora più bella, con tante celebrazioni per festeggiare i suoi primi cento anni (che per una città vuol dire essere nel pieno della giovinezza).
Il clou dei festeggiamenti si avrà nella settimana dal 22 al 26 marzo, perché il sindaco di Miami Beach Levine promette «un'enorme festa: cento ore per celebrare l'esuberante storia della città».

 

 

Tanti gli eventi in cartellone. A partire dal South Beach Wine and Food Festival, una grande manifestazione che promuove la tradizione culinaria locale con degustazioni, barbecue, aperitivi e cene. Per gli appassionati d'arte, invece, da non perdere il Coconut Grove Arts Festival, una delle kermesse più famose che riunisce ogni edizione oltre trecento artisti da ogni dove.

Per imparare a conoscere e amare Miami Beach, non si può che iniziare con una seduta di tintarella a South Beach, la spiaggia che è il simbolo stesso della città (e di tutta Miami): da qui si può osservare tutta la baia nel suo splendore, fino a Cape Florida, il faro della città. South Beach è però molto di più di una bellissima spiaggia, è il fulcro stesso della città, dove le giornate iniziano di buon'ora con un po’ di sano sport mattutino, che sia una corsetta sul lungomare o una nuotata nell’oceano. L’appuntamento più amato a South Beach è però il Wakeup Yoga, una sessione gratuita di yoga direttamente sulla spiaggia (all’altezza della 3th Street), per risvegliare mente e corpo.

Altra tappa immancabile, a Miami Beach, è una passeggiata lungo Ocean Drive per ammirare il famoso famoso “Deco District”: all’Art Deco Welcome Center (1001 Ocean Drive), si trova un’interessante esposizione permanente sullo stile anni Venti, ma tutta Ocean Drive è una sorta di museo all’aria aperta dove si affacciamo gli hotel più belli come il Cardozo Hotel, costruito da Henry Hohauser (e posseduto dalla cantante cubana Gloria Estefan) e il Winter Haven Hotel.
Solo lungo questo soleggiato viale di Miami Beach che si estende dalla 9ª alla 13ª Strada, inoltre, sfrecciano i ragazzi sullo skateboard, le pattinatrici si tengono in forma e i palestrati fanatici del fitness fanno footing. Nel resto della città si gira in macchina.

 

 

 

Il Marlin Hotel, al 1200 di Collins Avenue, è uno degli alberghi storici di Miami Beach, destinazione per un soggiorno a Miami di molte star del mondo della musica e dello spettacolo, come David Bowie, U2, Stevie Wonder, Mariah Carey, Janet Jackson, Prince, Beyoncé, Missy Elliott, Gwen Stefani e Marilyn Manson; nonché uno dei più noti e ammirati edifici streamline, ovvero in quell’archittettura tipica degli anni Venti e Trenta dalla linea aerodinamica e ostentatamente futuristica (almeno per l’epoca). Nel 2009 è stato ristrutturato, per riportarlo alle antiche glorie e soprattutto all’altezza delle aspettative della sua esigente clientela, con l'aggiunta di uno studio di registrazione in ogni camera.

Visto e fotografato, ci si deve spostare su Ocean Drive per bere uno dei caratteristici cocktail giganti della città. Uno dei posti più vicini al Marlin, e in pieno stile Art Decò, è il Carlyle.

Il quartiere dell’arte e della creatività, a Miami Beach, si chiama Midtown: ex zona malfamata, confinante con le peggiori periferie, oggi è l’avamposto di avanguardie creative e spazi artistici. Ci sono più di settanta gallerie, alcune famosissime, come la Rubell Family Art Collection specializzata in arte contemporanea.
Per vivere l’autentico spirito Art Decò della città, il consiglio è di soggiornare in uno degli hotel ospitati nelle inconfondibili architetture. Come Freehand, il primo ostello di lusso di Miami Beach: praticamente sulla spiaggia, tra la 28th Street e Indian Creek Drive, Freehand è un ostello di stile, nato dalla ristrutturazione di uno storico edificio degli anni ’30 abbandonato per lungo tempo, l’Indian Creek Hotel.

 

Preservata l’atmosfera vintage e lo stile Art Decò della costruzione originaria, oggi Freehand è uno degli ostelli più trendy di Miami.
Come al solito, chiamarlo ostello è decisamente riduttivo, perché Freehand è tutt’altro che una location spartana, è un hotel di charme a tutti gli effetti, rivolto prevalentemente a una clientela di viaggiatori giovani e cosmopoliti, abituati a girare il mondo e a conoscere gente nuova in “ogni porto”, ma non più disposti a soggiornare in hotel poco accoglienti. Freehand ha tutte le carte in regola per piacere a questa tipologia di viaggiatori contemporanei, perché è bello, ci si diverte, ci si rilassa e si può scegliere tra numerose tipologie di camere. Tra le aree comuni, fiore all’occhiello è la piscina, punto focale del cortile interno del Freehand di Miami Beach, dove si trova anche il bar all’aperto, il Broken Shaker, pronto a sfornare cocktail tutta la notte, visto che qui le feste sono all’ordine del giorno, subito dopo il tramonto. Feste perfette per fare le ore piccole chiacchierando e ballando, perché questo è l’autentico spirito della Florida.

Sul sito www.miamibeach100.com si trova il calendario dei numerosi eventi per il centenario.

 

 

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