Dieci cose da fare nelle Marche

Può una piccola regione come le Marche essere uno scrigno di bellezza e diversità da lasciare senza fiato?
A giudicare dalle innumerevoli cose da fare e vedere nelle Marche, la risposta non può che essere un entusiastico: sì!

 

 

E, in effetti, questa regione dell'Italia centrale è meravigliosa quanto insolita per la sua diversità di paesaggio e territorio: forme armoniche e sinuose, falesie e grotte che si alternano a spiagge indimenticabili, colline che rievocano storia e tradizione, arte e montagne attrezzate con impianti di risalita per gli appassionati di sci, città d’arte capolavori rinascimentali e un’infinità di borghi che incantano.
Il territorio è in prevalenza collinare e montuoso: abbraccia il versante adriatico dell’Appennino umbro-marchigiano con le sue spiagge basse e sabbiose.
Le Marche sono una regione unica anche per quanto riguarda la natura, ospitando numerosi parchi nazionali e regionali e oasi del WWF. I parchi dei Monti Sibillini e dei Monti della Laga offrono uno spettacolo unico per gli appassionati di trekking.
E poi distese di frutteti e vigneti sulle colline picentine e nella Valle dell’Esino a contornare case coloniche dal calore antico dove è possibile riscoprire il gusto semplice delle cose genuine. E il ritmo lento e suadente della vita di provincia.

 

1 - Urbino

 

Immersa nelle morbide colline marchigiane, tra la valle del Metauro e la valle del Foglia Urbino è una città d'immensa ricchezza storica e artistica. Una città nella quale è facile perdersi con il naso all'insù mentre si passeggia nel suo centro storico.
Circondata da una lunga cinta muraria e resa unica da edifici in pietra arenaria, grazie al lavoro di importanti artisti Urbino da semplice borgo divenne “culla del Rinascimento”.
Una caratteristica questa che le ha fatto guadagnare l’onore di entrare nella World Heritage List nel 1998. Per l’UNESCO, infatti, la città ha il merito indiscusso di essere stata un punto d'attrazione per i più illustri studiosi e artisti del Rinascimento, italiani e stranieri, che l'hanno trasformata in un eccezionale complesso urbano. Impossibile non annoverla tra le dieci cose da fare e vedere nelle Marche.
Le sue origini sono antichissime: la romana Urvinum deriverebbe il suo nome dal latino urvus (urvum è il manico ricurvo dell'aratro), ma è nel Quattrocento che la città conobbe il massimo splendore.
Grazie, soprattutto, allo sguardo colto e illuminato di Federico di Montefeltro, grande mecenate che non solo seppe trasformare Urbino in una magnifica corte principesca, ma anche attrarre nel ducato il meglio che la cultura umanistica rinascimentale italiana potesse offrire: Piero della Francesca, Luciano Laurana, Leon Battista Alberti, Francesco di Giorgio Martini, Girolamo Genga ed il padre di Raffaello, Giovanni Santi.
Passeggiando lungo le ripide e strette strade del centro storico si incontrano tutti gli edifici della Urbino rinascimentale: l'ex Monastero di Santa Chiara, la Chiesa di San Domenico, il Mausoleo dei Duchi nella Chiesa di San Bernardino, palazzo Boghi e il maestoso Palazzo Ducale, custode del tesoro urbinate.
Alcune tra le più importanti maestranze dell'epoca furono coinvolte nella costruzione del palazzo, oggi sede della Galleria Nazionale delle Marche. E una visita alla Galleria è d'obbligo se si vogliono ammirare alcuni capolavori assoluti della storia dell'arte qui conservati: "Flagellazione di Cristo" e " Madonna di Senigallia" di Piero della Francesca , "Comunione degli Apostoli" di Giusto di Gand ; "Miracolo dell' Ostia Profanata" di Paolo Uccello e la sublime "Muta" di Raffaello. Nelle vicinanze da non perdere la Data (le stalle ducali), collegata al Palazzo dalla magnifica Rampa elicoidale.
Bella artisticamente, ma bella anche dal punto di vista paesaggistico, trovandosi tra due colli, Urbino regala un panorama fatto di tetti e di chiese di grande suggestione.
Sede di una delle più antiche università, la Carlo Bo, fondata nel 1506, conta più universitari che residenti autoctoni, vanta una famosa Accademia di Belle Arti, ed è anche conosciuta come la "capitale del libro" per via dell'Istituto per la Decorazione e l'Illustrazione del Libro nato nella seconda metà del XX secolo.

 

2 - Il Conero e le spiagge più belle delle Marche

 

Conero deriva dal greco Komaros, corbezzolo, un arbusto dalle bacche rosse molto diffuso sulle pendici del Monte Conero, nelle Marche, insieme a lecci, pini, ginepri, lavande, ginestre e orchidee selvatiche. È il cuore del Parco Regionale del Conero, un tripudio di macchia mediterranea che si affaccia su di un tratto di costa adriatica che, quasi all’improvviso, si innalza, regalando scogli a picco su un mare cristallino, piccole baie e insenature, spiagge di bellezza incontaminata e località balneari molto chic lungo la Riviera delle Palme.
Sono solo poche migliaia di litorale, frastagliato e a tratti selvaggio, un paradiso naturale magnificamente preservato, perfetto per un vacanza di sole e relax, ma anche per chi ama il turismo attivo e green, grazie alle numerose passeggiate a piedi, in mountain bike e persino a cavallo che si possono organizzare all’interno del parco.
Molte delle spiagge più belle delle Marche si trovano proprio all’interno del Parco del Conero.
Come la Spiaggia di Mezzavalle, bellissimo tratto di spiaggia libera bianca di sassi e ghiaia che si raggiunge solo a piedi, percorrendo un sentiero ripido che parte a nord di Portonovo, oppure in barca.
La Spiaggia La Vela, chiamata così per lo scoglio a forma di vela che la chiude da un lato, è l'ultima parte di costa balneabile ai piedi del versante nord del Conero.
Incantevole anche la Spiaggia delle due Sorelle che, con i suoi due faraglioni che emergono dalle acque, identici da lontano eppure così diversi, è il simbolo della Riviera del Conero. Impervia, come tutte le cose davvero belle, si raggiunge solo via mare (i traghetti giornalieri partono dal porto di Numana). Sulla spiaggia, non è presente alcun tipo di servizio, bar o stabilimenti.
Oppure la Spiaggia dei Sassi Neri molto lunga e selvaggia, in sassi e renella scura, separata da un tratto di costa a falesia dalla Spiaggia di San Michele, quasi un paradiso tropicale nel bel mezzo dell’Italia, con il mare blu intenso e una rigogliosa vegetazione che arriva a sfiorare la spiaggia bianca.

Tra le cose da fare nelle Marche un bagno in queste acque incontaminate è certamente un must.

 

3 - Ancona

 

Antico snodo portuale, nota come “porta d’Oriente”, Ancona conserva monumenti di pregio ed una spiaggia accogliente.
Capoluogo di regione, certamente tra le dieci cose da visitare nelle Marche, si trova nella costa dell'Adriatico centrale su un promontorio formato dalle pendici settentrionali del Monte Conero.
Fondata dai Greci, Ancona si sviluppò notevolmente quando l’Imperatore Adriano ampliò il piccolo porto, da sempre d’importanza strategica per i traffici adriatici.
Divisa in due parti, il centro storico sul Monte Guasco e la parte moderna sulla costa, Ancona è una città ricca di fascino.
Tra i principali monumenti della città, la Cattedrale di San Ciriaco, con la facciata in marmo bianco e rosa, che domina la città dall’alto del colle Guasco, dove sorgeva l’acropoli della città e dove sono ancora visibili alcuni resti.

 

4 - Ascoli Piceno

 

Ascoli Piceno rappresenta una delle città monumentali d’Italia con il suo centro storico medioevale e Piazza del Popolo, ornata da un loggiato ad archi e dalla mole con torre merlata del palazzo dei Capitani del Popolo. In città si possono visitare alcuni laboratori artigiani espressione della creatività e bravura ascolana, come quella dei liutai. La prima domenica del mese di agosto, le strade della città fanno da cornice alla storica “Quintana” dove abili cavalieri si sfidano alla giostra del Saracino.

 

5 - I borghi più belli delle Marche

 

I borghi delle Marche sono luoghi di una dimensione altra, che rimandano a una vita in equilibrio con i ritmi naturali delle stagioni e in armonia con la natura. Non si può non metterli in programma tra le cose da vedere nelle Marche, perché rappresentano lo spirito stesso della regione.
Sono luoghi di storia e tradizione, di relazione con uno spazio e un tempo a misura d'uomo. Luoghi che sanno accogliere il visitatore con calore. Sono 22 i borghi marchigiani riconosciuti fra “I borghi più belli d'Italia”. Ma il ricco entroterra marchigiano è costellato di altri riconoscimenti prestigiosi come le Bandiere Arancioni e le Bandiere Verdi.

Tra i borghi marchigiani più belli merita sicuramente una visita Gradara, conosciuta soprattutto per la sua bella Rocca e per una storia tormentata, strettamente legata alle vicissitudini del suo castello, soggetto nei secoli al dominio delle famiglie Malatesta, Sforza e Della Rovere e alla storia d'amore di Paolo Malatesta e Francesca da Rimini, resa immortale dai versi del Canto V dell'Inferno di Dante.
Lo storico borgo collinare di Mondolfo, con la sua prosecuzione nella località costiera di Marotta, rappresenta un tipico esempio di borgo dalla “doppia anima”, segno della fusione di due culture, della terra e del mare.
L'antico borgo, dalla doppia cinta muraria, conserva la monumentale Chiesa di Sant’Agostino con il chiostro, la romanica Chiesa di San Gervasio e il Santuario della Madonna delle Grotte, immerso nel verde di una pineta ed inserito in un percorso ecologico-culturale denominato "la Valle dei Tufi".
La duplice anima contadina e marinara di Mondolfo si riflette nei prodotti tipici e nella cucina, in cui dominano le pietanze a base di farina di fave e di pesce (Spaghetti alla Mondolfese) e garagoj (molluschi), a chi è dedicata una sagra che si tiene ad aprile.

 

6 - Shopping nelle Marche: factory outlet di lusso, made in Italy e artigianato

Nelle Marche si viene per più di un motivo: terra di paesaggi dolci, coste incontaminate, città rinascimentali, gente semplice e laboriosa e grandi sapori. Ma anche terra di shopping di stile.
Le Marche sono una meta molto interessante per lo shopping di lusso a piccoli prezzi, grazie ai numerosi outlet e agli spacci aziendali aperti al pubblico. Ci sono gli storici marchi di pelletteria della provincia di Ancona, le calzature del distretto di Urbino, le grandi firme della moda come Paciotti e Guardiani.
È in poche parole la patria del Made in Italy che ancora il resto del mondo ci invidia e che getta le sue radici in un artigianato raffinato e sapiente, che ancora in questa terra è facile incontrare.
Sono due i maggiori distretti industriali marchigiani: quello tessile nell'Anconetano e quello calzaturiero – il più grande d'Italia – a cavallo tra le province di Ascoli, Fermo e Macerata.
Se amate lo stile femminile e audace di Cesare Paciotti mettete in agenda una gita di shopping a Civitanova Marche nel maceratese, dove si trova l’outlet del brand marchigiano, mentre se preferite uno stile più scanzonato, non dimenticate che qui c’è anche Fornarina, amato dalle giovanissime.
A una manciata di chilometri si trova Casette d’Ete, frazione di Sant’Elpidio a Mare, in provincia di Fermo, dove si trova l’ambitissimo head quarter di Tod’s brand capace di portare nel mondo il vero made in Italy artigianale (e di lusso).

 

7 - Sentieri e luoghi di spiritualità nelle Marche

 

Terra di santi, beati e papi le Marche sono ricchissime di centri di spiritualità cresciuti lungo le valli o in luoghi appartati, nel cuore degli Appennini, a contatto con la natura e con Dio.
Qui arrivarono Camaldolesi, cistercensi e francescani sulla scia di S. Francesco d’Assisi arricchendo il territorio di monasteri, abbazie, conventi, alcuni dei quali aprono ancora oggi le loro porte a ospiti e visitatori come un tempo le aprivano a pellegrini e viandanti.
Visitare le Marche attraverso il suo patrimonio religioso è un’esperienza indimenticabile, una vacanza per il cuore e per la mente.
Bellissimo e mistico l’eremo di Fonte Avellana. Risalendo la valle del Cesano e lasciate alle spalle le colline di Pergola e Sassoferrato, si giunge ai piedi del Monte Catria, il cui versante orientale racchiude una conca avvolta da ampie faggete intorno alle quali si aprono i pascoli e i campi che circondano lo splendido complesso dell’abbazia camaldolese di Santa Croce, ricordata da Dante nell’XXI Canto del Paradiso.
Qui già nel X secolo si costruirono celle simili a capanne sparse intorno a una cappella, che nell’XI secolo vennero ampliate in muratura, con l’aggiunta di una chiesa con cripta, dello scriptorium, della foresteria e della Biblioteca.
Sotto la guida di San Pier Damiani, arrivato nel 1035, le diverse celle sparse vennero ricondotte sotto un’unica regole in grado di conciliare le aspirazioni alla vita eremitica con i vantaggi della vita conventuale, ma anche culturale.
Alla fine del XV secolo con il Cardinale Giuliano Della Rovere, futuro Papa Giulio II , il complesso fu ampliato e ristrutturato, raddoppiando il numero delle celle dei monaci, alzando di un piano la fabbrica e praticando finestre simmetriche lungo i muri di cortina. Oggi il complesso è composto da un ampio piazzale che dà accesso alla chiesa dalla pianta a croce latina coperta da volte a botte a sesto acuto, con presbiterio sopraelevato sulla cripta dell’XI secolo; si tratta della parte più antica del complesso architettonico, insieme al chiostro e allo scriptorium risalente al XIII secolo, un ambiente di rara armonia nei volumi, che si protende a sud, distaccandosi aereo dal corpo del monastero. Qui gli amanuensi, utilizzando la luce solare per tutta la giornata, grazie alla fitta e alta serie di ampie monofore che si aprono nella volta a botte dell’edificio, ricopiavano gli antichi manoscritti arricchendoli di artistiche miniature.

 

8 - Vacanze open air nelle Marche

 

Di cose da fare e vedere nelle Marche per chi ama stare all'aria aperta ce ne sono infinite. Il patrimonio naturalistico marchigiano è imponente, lo abbiamo detto: due parchi nazionali (Monti Sibillini e Gran Sasso e Monti della Laga), quattro parchi regionali (Monte Conero, Sasso Simone e Simoncello, Monte San Bartolo e Gola della Rossa e di Frasassi), insieme a sei riserve naturali (Abbadia di Fiastra, Montagna di Torricchio, Ripa Bianca, Sentina, Gola del Furlo e Monte San Vicino e Monte Canfaito) e molto altro.
Le montagne delle marche e i loro torrenti sono una splendida occasione per praticare tutti gli sport invernali, oppure canoa, kayak, rafting, volo libero, speleologia e torrentismo durante la bella stagione. Anche in questo caso le piccole Marche sanno stupire, offrendo innumerevoli occasioni per vivere open air : il cicloturismo, il golf, l'equitazione e, ovviamente, la vela.

Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini e il Parco Gran Sasso e Monti della Laga, offrono scenari di grande suggestione con flora e fauna di notevole interesse. Via libera al birdwatching con avvistamenti di aquila reale, falco pellegrino, gufo reale e per gli appassionati di trekking, lunghe camminate tra i boschi e foreste ma anche passeggiate a cavallo, escursioni in canoa e gite in mountain bike.
Anche la bicicletta offre la possibilità di piacevoli percorsi alla scoperta di bellezze naturalistiche, storiche ed artistiche e specialità enogastronomiche tipiche della regione.
Per gli amanti dello sci alpino, snowboard e sci da fondo, le montagne dell’Appennino offrono più di nove stazioni sciistiche, snowpark e piste per lo sci di fondo di varia lunghezza e difficoltà; il palazzo del ghiaccio di Ussita, invece, riserva a chi pattina sul ghiaccio una piacevole esperienza.


9 - Cosa mangiare e cosa bere nelle Marche: vini del territorio, prodotti tipici

 

I sapori delle Marche, piccola regione sospesa tra mare, campagna e montagna, sono sorprendentemente ricchi.
Una grande varietà di prodotti gastronomici che nascono da materie prime eccellenti, legate al territorio, e una selezione di vini di grande livello: ecco la carta di identità dei sapori marchigiani.
Di cose da mangiare e di ottimi vini da degustare ce ne sono moltissimi in questo angolo d’Italia.

A partire dal vino prodotto nelle Marche: qui grande protagonista è la zona del Conero, che gode di un microclima ravvivato dalle brezze marine e di un terreno calcareo di grande struttura, ottimo per la coltivazione del vitigno Montepulciano dal quale si ricava il famoso Rosso Conero, uno dei più pregiati vini italiani.
Primo ingrediente della cucina marchigiana è il pesce dell’Adriatico, che viene interpretato in una grande varietà di brodetti e zuppe: persino i passatelli si cuociono in brodo di mare.
Dalla terra arriva il re della cucina marchigiana: il tartufo. I più famosi sono i tartufi bianchi di Acqualagna e quelli neri che si trovano nella zona di Camerino, molto utilizzati nella cucina marchigiana.
Tanto di cappello anche per i formaggi marchigiani: la casciotta di Urbino, per esempio, particolarmente amata da Michelangelo che se la faceva spedire a Roma mentre dipingeva la Cappella Sistina.
Le lasagne nelle Marche si chiamano Vincisgrassi: è un piatto ricchissimo di pasta al forno che prevede, secondo la ricetta tradizionale, ben dodici strati di pasta all’uovo, intervallati con un ragù di carne di vitello, pollo o fegato di agnello, animelle, tartufi, funghi e besciamella. Da bere rigorosamente con un calice di Rosso Piceno, vino robusto e fruttato, ottenuto da uve Sangiovese e Montepulciano.


10 - Dormire in una dimora di charme nelle Marche

 

Per chi ama soggiornare nelle autentiche dimore di charme, nelle Marche non c’è che l’imbarazzo della scelta: tutto il territorio è puntellato da dimore di fascino trasformate in relais, come l’Antica Dimora di Val Regina: nelle campagne di Pesaro, adagiata nel cuore dello spettacolare scenario della Val Regina, la struttura fa parte del circuito Residenze d’Epoca.
Atmosfera d’altri tempi, cinque camere una diversa dall’altra, arredi d’epoca, travi in legno e caminetti e tutto intorno un grande parco: non manca nulla per sentirsi i signorotti rinascimentali del bel maniero.

Atmosfere principesche anche all’antico Castello di Monterado: sorto nel lontano 1267 e poi ampliato dal celeberrimo architetto Luigi Vanvitelli nella seconda metà del Settecento, è un vero gioiello barocco, che conserva al suo interno gli arredi ottocenteschi del Principe di Beauharnais e del suo successore, che lo abitarono nel corso dell’Ottocento. Nella proprietà, circondata da boschi di pini e querce secolari e da un bel giardino all’italiana dominato dalle siepi di bosso, si trova anche una piccola chiesa dove si possono celebrare matrimoni e altre funzioni religiose. Si può dormire in una delle cinque suite, in stanze affrescate, tra broccati, sete e mobili d’epoca o in uno degli appartamenti ricavati nel borgo antico di Monterado, una manciata di case in mattone che circondano il castello, dando vita a un affascinante albergo diffuso.

 

 

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