Tre motivi per una vacanza in Alto Adige

Ci sono innumerevoli buoni motivi per una vacanza in Alto Adige: la natura maestosa, il benessere Doc, il piacere di una tavola che mescola tradizione e innovazione.

Alto Adige, in una parola, è natura allo stato puro. La più settentrionale delle regioni italiane, è così bella che incanta a ogni passo: le vette imponenti delle Dolomiti, i boschi fitti di abeti, i piccoli borghi incastonati in vallate che sembrano uscite da un libro delle favole, i parchi naturali…
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Natura in Alto Adige: le Dolomiti, i parchi e i laghi


Ci vuole un soffio a lasciarsi incantare dalla bellezza e dalla varietà della natura in Alto Adige: pascoli erbosi, cime rocciose, torrenti, laghi e piste da sci. È questo uno dei motivi più validi per venire in Alto Adige.
In Alto Adige c’è una vacanza per ognuno di noi, perché la natura è selvaggia, ma con dolcezza e offre esperienze di soggiorno per chi ama sfidare le vette rocciose delle Dolomiti, ma anche per chi vuole rilassarsi facendo lungo passeggiate, per chi sta imparando a sciare e per chi non sa rinunciare alle piste da veri professionisti.
Partiamo da loro, le Dolomiti, proclamate nel 2009 Patrimonio naturale dell'umanità dall'UNESCO, rientrando così fra i 175 patrimoni naturali riconosciuti al mondo.
Il famoso architetto Le Courbasier le definì la più bella “costruzione” del mondo e, in effetti, le Dolomiti lasciano a bocca aperta chi le vede per la prima volta, ma anche chi pensa di conoscerle bene.
Massicci bizzarri e imponenti, profondi laghi palustri e tutto intorno una natura conservata splendidamente: si presentano così le Dolomiti, gruppo montuoso delle Alpi orientali, formatosi oltre 200 milioni di anni fa.
Sembra strano, ma per migliaia di anni qui si trovava un grande mare, il mare di Teti e solo quando si ritirò comparvero queste vette impervie e insolite, diverse da tutte le altre. Vennero battezzate le montagne bianche, per il pallore che le caratterizza dovuto alla composizione delle rocce, carbonato doppio di calcio e magnesio.
Il nome Dolomiti, invece, lo devono al geologo Deodat de Dolomieu che per primo le studiò. Montagne da cartolina, le Dolomiti sono famose e conosciute in tutto il mondo: basti pensare alle Tre Cime di Lavaredo; alla Marmolada la vetta più alta con i suoi 3.342 m s.l.m., al gruppo del Sella, al Catinaccio, al gruppo Puez-Odle, a quello del Croda da Lago. E, ancora, Sciliar, Latemar, le Dolomiti di Sesto e quelle di Funes-Braies.
Ma non pensiate che le Dolomiti siano montagne belle solo da ammirare. Il modo migliore per conoscerle è viverle, grazie anche ai numerosi parchi che si trovano sul territorio altoatesino: 7 parchi naturali, oltre al Parco Nazionale dello Stelvio.
I parchi naturali dell’Alto Adige sono aree di interesse paesaggistico e culturale di grande importanza: poste sotto tutela, contribuiscono a mantenere intatto il bellissimo paesaggio naturale della montagna, sostengono la ricerca scientifica e promuovono l’informazione e l’educazione ambientale.
Di grande fascino anche i numerosi laghi altoatesini: piccoli, grandi, blu o verdi smeraldo, laghi cristallini, laghi balneabili e artificiali oppure di origine glaciale. Anche in questo caso, la varietà non manca. Ma soprattutto, sono laghi che offrono numerose attività stagionali per gli amanti dello sport e del divertimento. Si può fare wind surf, vela, nuotare e, d’inverno, persino pattinare su ghiaccio.
Tra i più amati e declamati per la sua bellezza c’è certamente il lago di Braies, situato nell’omonima valle, nella parte settentrionale del Parco Naturale Fanes-Sennes-Braies, immerso in uno splendido panorama. Definito la “perla dei laghi dolomitici”, tutto l’anno il lago di Braies è il punto di partenza per passeggiate, escursioni o gite in mountain bike. In estate il laghetto è attraversato da piccole barche a remi dalle quali fa capolino qualche turista coraggioso pronto a rinfrescarsi nelle acque gelide.
 

Benessere in Alto Adige: il potere delle acque termali

Se c’è un altro buon motivo per andare in Alto Adige, questo è il benessere. Qui l’attenzione al wellness è una cosa seria, fatta soggiorni cuciti su misura, di aria pura, di paesaggi che nutrono gli occhi e lo spirito e di acque termali che curano oggi come mille anni fa.
Innanzitutto ci sono le Terme di Merano, le più famose, vero e proprio polo del benessere, oltre che gioiello architettonico. L’imponente cubo di vetro e acciaio costituisce il cuore della struttura termale di design inaugurata nel 2005 su progetto del famoso architetto Matteo Thun e situata lungo la riva meridionale del Passirio. Chi ha frequentato le Terme di Merano è rimasto colpito dall’ampio ventaglio di offerte wellness che propone: Pools & Sauna, Spa & Vital, Medical Spa, Fitness e Bistro.
In estate poi, si aggiungono gli spazi all’aperto del Parco delle Terme che offre, su una superficie di 50.000 metri quadrati tra alberi secolari, palme e roseti, un luogo senza eguali dove ricrearsi e riposarsi nel cuore della città.
A Merano il potere curativo è affidato alle acque termali ricche di radon. Il vapore dell’acqua termale agisce come calmante sulla mucosa, rilassandola e liberando le vie respiratorie.
Recentemente è stata scoperta, inoltre, una nuova fonte di acque termali, contenenti zolfo e altre sostanze terapeutiche. Le acque, che sgorgano a 33°C, offrono piacevoli momenti di benessere soprattutto durante i freddi giorni d’inverno.
Ma tutta la regione è ricca di fonti termali conosciute per le loro proprietà curative.
Ad Anterselva, per esempio, ci sono due fonti termali molto rinomate: ad Anterselva di Mezzo, non lontano dalla chiesa parrocchiale, sgorga la fonte Hartmann; ad Anterselva di Sotto si trova invece la fonte detta di Salomone, considerata curativa per problemi ginecologici.
Acque miracolose per curare i dolori reumatici, muscolari e articolari sgorgano a Santa Maddalena in Casies, dove si trova la sorgente Gsieser.
A Gais è ancora attivo l’antico bagno termale costruito negli anni ‘30 del XX secolo, dove vengono utilizzate acque che agiscono beneficamente per risolvere patologie legate a nevrosi, ulcere e dolori intestinali. Oggi la fonte di acqua minerale termale si trova nel bosco, dietro Castel Neuhaus.
Sebbene le antiche terme di San Candido non siano oggi più utilizzate, il paese è famoso per possedere ben cinque fonti termali. La fonte Kaiserwasser (acqua dell’imperatore) cura le ulcere e i calcoli renali e si trova anche in bottiglia utilizzata come acqua minerale; le acque della fonte Lavaredo sono adatte alla cura delle infiammazioni allo stomaco; la fonte sulfurea cura i problemi articolari e ginecologici ed è utilizzata per le inalazioni contro asma, bronchiti e problemi cutanei, mentre le acque della fonte Antonius alleviano i crampi muscolari e i problemi di stress fisico e mentale.
Ad Issengo si trova anche una piccola cappella, sorta sopra una fonte termale benefica per le patologie legate agli occhi.
Non si possono dimenticare, infine, le Terme di Brennero. Se la fonte termale di Brennero venne per la prima volta menzionata in un documento del 1338, si sa che i poteri curativi di queste acque oligominerali bicarbonato - solfato - calciche – magnesiche erano conosciuti da tempo immemore. Pur avendo origine dalle precipitazioni atmosferiche, come tutte le sorgenti idriche, le acque delle Terme di Brennero si distinguono dalle comuni acque sorgive per la profondità da cui provengono, che conferisce loro quelle particolari caratteristiche riconosciute e apprezzate nei secoli.
Alle terme di Brennero venivano, in cerca di ristoro, già nel 1460 il principe regnante Sigismondo d’Austria e sua moglie Eleonora di Scozia e, dopo di loro, vennero sempre frequentate da personaggi illustri del calibro di Heinrik Ibsen, Richard Strauss, Franz Lehar e Leo Fall.

Enogastronomia in Alto Adige: la bontà è servita


Sfido chiunque a trovare una persona che non abbia assaggiato, almeno una volta nella vita, un piatto tipico altoatesino. Tra le innumerevoli ricette della gastronomia italiana, forse la cucina di montagna dell’Alto Adige è una delle più conosciute e apprezzate. Una cucina fatta di sapori forti e ingredienti semplici, dal grande gusto, che sanno stupire e fanno innamorare anche i palati più raffinati.
Basti pensare a un tagliere di aromatico speck e formaggi di malga serviti con pane nero croccante, agli intramontabili canederli, a una fetta di strudel tiepido con panna, il tutto innaffiato da vini di ottimo livello, che siano un aromatico Gewürztraminer o un calice di Lagrein: perché qui niente è lasciato al caso, anche in tavola.
Quella per la buona cucina è una passione sempre più stellata, visto che quest’anno sono addirittura venti i ristoranti premiati con le tanto desiderate stelle Michelin e tre hanno meritato le due stelle raggiungendo così un risultato encomiabile.
Sul podio delle due stelle salgono lo chef Gerhard Wieser del ristorante Trenkerstube dell’Hotel Castel a Tirolo, Martin Obermarzoner con il suo ristorante Jasmin di Chiusa e St.Hubertus di Norbert Niederkofler dell’Hotel Rosa Alpina a San Cassiano.
Così, a una cucina tradizionale autentica, se ne affianca una dove ricerca ed eccellenza non dimenticano però il legame con il territorio, i prodotti tipici e la stagionalità.
La stagionalità è il biglietto da visita anche di un’altra piacevole “istituzione” per gli amanti della buona tavola, i "Masi con gusto Gallo Rosso": si tratta di piccole strutture contadine, chiamate "Buschenschank" e "Hofschank" (osterie contadine) che, durante tutto l’anno, offrono un’ospitalità semplice e genuina. Si mangiano piatti tipici come gli "Schlutzer" tipici ravioli agli spinaci, i Tirtlen" frittelle farcite, canederli, minestre e zuppe.
Qui la bontà è davvero a chilometro zero: la famiglia contadina che accoglie gli ospiti si occupa dell'allevamento, della semina, del raccolto e della produzione dei prodotti e spiega il processo per ottenere il prodotto finito. Il tutto in modo naturale, senza forzare i ritmi della natura, oggi come cento anni fa.

 

 

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