Slovenia: i 100 anni della Grande Guerra nella Valle dell’Isonzo tra storia e natura

La valle dell'Isonzo, in Slovenia, è una terra profondamente segnata dalla sua storia, una terra ancora oggi bellissima e selvaggia, dove la natura è la vera protagonista e dove ricordare è un dovere morale, ma anche la piacevole possibilità di scoprire un angolo di Slovenia incontaminato.

 

 

Sono passati cento anni dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale: era il 1914 quando prese il via uno dei conflitti più cruenti mai vissuti dal Continente europeo. Una guerra sfiancante, combattuta nelle trincee uomo contro uomo, fratello contro fratello: la Grande Guerra che nessuno potrà mai dimenticare. Quasi tutti i paesi Europei ne furono coinvolti, lasciando il loro tributo di sangue e perdite, di conquiste e sconfitte clamorose.

Il 23 Maggio 1915, con l’entrata dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale, si aprì un nuovo fronte lungo 600 km che partiva dal passo dello Stelvio fino a raggiungere il Golfo di Trieste. 90 km di questo fronte, che seguiva le anse del fiume Isonzo, dal monte Rombon in Slovenia fino al mar Adriatico, era conosciuto come Fronte Isontino.
La valle dell'Isonzo fu teatro, durante la prima guerra mondiale, delle maggiori operazioni militari sul fronte italiano dal 1915 al 1917 e delle famose dodici battaglie dell'Isonzo, nel corso delle quali oltre 300.000 soldati italiani e austroungarici trovarono la morte.

Oggi i tempi delle dure battaglie sono terminati, ma i ricordi restano. Quello che fu il Fronte Isontino, in Slovenia, è una regione di trincee, fortificazioni, caverne, monumenti commemorativi e cimiteri militari da scoprire lungo sentieri escursionistici di rara bellezza. Ma è anche la meta perfetta per chi ama praticare il ciclismo, l’alpinismo e gli sport acquatici adrenalinici.
Niente di meglio dell’Anniversario dei Cento Anni della Prima Guerra Mondiale, quindi, per organizzare una vacanza storica e attiva in Slovenia, nella Valle dell’Isonzo, anche perché l’Ente Sloveno per il Turismo, in collaborazione con i partner locali, offre un ricco programma di iniziative nei luoghi della Grande Guerra sloveni.

 

 

Prima Guerra Mondiale: un po’ di storia

 

Il 28 giugno 1914, giorno di solenni celebrazioni e festa nazionale serba, l’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono dell’impero austro-ungarico, e sua moglie Sofia furono colpiti a morte da alcuni colpi di pistola esplosi dal diciannovenne serbo Gavrilo Princip, membro dell’organizzazione segreta Mlada Bosna (Giovane Bosnia) che mirava all’unificazione dei popoli jugoslavi e alla caduta della monarchia.
L’attentato venne preso al volo dal governo di Vienna come occasione di guerra con la Serbia, incolpata per l’accaduto.
Il 9 luglio 2014 l’imperatore Francesco Giuseppe prese la decisione di guerra. Dopo 14 giorni venne mandato alla Serbia l’ultimatum, ma poiché questa non ne accettò i termini, l’impero austro-ungarico dichiarò aperte le ostilità.
Le dichiarazioni di guerra tra gli altri paesi si susseguirono in conformità con gli accordi presi in tempo di pace.
Nel primo anno l’Italia, nonostante la Triplice alleanza con l'Austria-Ungheria e la Germania, rimase neutrale. Con la firma in segreto del Patto di Londra con le Forze dell’Intesa, invece, il Paese uscì dall’alleanza e, nel desiderio di espandere il proprio territorio, nel 1915 dichiarò guerra all’Impero Austro-Ungarico.
Si aprì così un fronte lungo 600 km che correva dal passo dello Stelvio sul confine tra Svizzera, Italia e Austria fino a raggiungere il Golfo di Trieste nel mar Adriatico. 90 km del fronte lungo il fiume Isonzo, dal monte Rombon all’Adriatico, venne chiamato il Fronte d’Isonzo.

 

Natura, storia e buona cucina nella Vale dell’Isonzo

 

Nel nord ovest della Slovenia, al confine con l’Italia, circondata dalle vette alpine e parte del Parco Nazionale del Triglav in Slovenia, la Valle dell'Isonzo è una perla di rara bellezza, resa ancora più preziosa dal fatto di essere attraversata dal fiume di smeraldo, l’Isonzo.
Il patrimonio storico del Fronte Isontino è collegato dal Sentiero della Pace, che scorre dalle Alpi all’Adriatico, in un territorio verde e molto vario, punteggiato da piccoli borghi pietrosi e masi di montagna dove fermarsi per un pasto tradizionale, lungo i numerosi itinerari che seguono gli eventi e le tracce del primo conflitto mondiale. Quest’anno poi, la proposta sarà ancora più vasta, visto che gli operatori turistici italiani e sloveni si sono, in occasione del centenario, associati in una rete transfrontaliera, per sviluppare insieme nuovi itinerari.

 

 

 

Il Sentiero della Pace collega il patrimonio del Fronte Isontino e le peculiarità naturali dell'Alto Isonzo. Le escursioni, lungo i circa 100 chilometri di sentiero, offrono al visitatore un momento di svago attivo in una natura bella, tranquilla e intatta, contrassegnata dalla presenza del fiume, da medie e alte montagne, da greggi di pecore e capre, da malghe ancora attive in estate e dalla storia della Prima guerra mondiale.

Il sentiero inizia a Log pod Mangartom, presso l'entrata al pozzo minerario chiamato Štoln e si conclude al museo all'aperto sul Mengore, nelle vicinanze di Most na Soči.
È suddiviso in cinque tratti, ognuno dei quali è possibile percorrere a piedi in un giorno. Scorre accanto ai cimiteri militari e alle cappelle, alla fortezza di Kluže, a sei musei all'aperto, alle gole della Koritnica, all'alveo dell'Isonzo, a idilliche malghe alpine, alla cascata Kozjak, agli ossari di Kobarid e Tolmin, alla chiesa commemorativa del Santo Spirito a Javorca, alle forre della Tolminka.

 

 

Nella Valle dell’Isonzo, infatti, si trovano alcuni dei monumenti più toccanti della Grande Guerra, come la chiesa commemorativa del Santo Spirito a Javorca che durante i combattimenti fungeva da rifugio per i soldati dell’impero austro-ungarico e oggi invece sorge in segno di pace. Il santuario vicino alle linee del fronte fu consacrato il 1° novembre 1916: alle messe partecipavano insieme cattolici, protestanti, ortodossi, ebrei, musulmani e persino atei che qui, per qualche istante, dimenticavano gli orrori della guerra.
C’è poi l’Ossario Italiano, il sito archeologico Tonovcov grad e il museo di Caporetto, considerato uno dei migliori d’Europa specializzati nella Prima Guerra Mondiale, luogo di grande emozione dove si tocca con mano la storia degli uomini che fecero la guerra.

Merita una sosta anche il paese di Drežnica: protetto dalla mole del monte Krn, è stato dichiarato per due volte il più bel borgo di montagna in Slovenia, famoso anche per la grande chiesa parrocchiale romanica del Cuore di Gesù, costruita nel 1912. Sua peculiarità sono le collezioni museali private: per molti anni gli abitanti delle montagne hanno raccolto i resti lasciati dai soldati lungo il Fronte Isontino e, con pazienza e devozione, li hanno organizzati in piccole esposizioni personali, che si possono visitare nelle loro case, accompagnate dagli immancabili racconti tramandati da padre in figlio sui tanti eroi dimenticati di questo conflitto.

Ma la Valle dell’Isonzo è una meta perfetta anche per amanti degli sport all’aria aperta: nelle vicinanze di Kobarid (Caporetto), dove si combatterono alcune delle battaglie più terribili, il fiume scorre veloce e impetuoso, perfetto per chi ama l’adrenalina e gli sport acquatici (rafting, kayak, hydrospeed, canyoning…). Nei pressi di Tolmin invece il corso del fiume rallenta e diventa più dolce, ideale per rinfrescarsi durante la bella stagione e per gli amanti della pesca: l’Isonzo è una riserva naturale di alcune specie di pesci autoctoni come la trota isontina o marmorata.

Da scoprire le magiche cascate di Kozjak e le Gole di Tolmin, che si trovano neI punto più basso del Parco Nazionale del Triglav. Che siano veramente affascinanti Io dimostra il fatto che già nel Trecento si spinse fino a qui niente di meno che Dante Alighieri. Si dice persino che furono proprio queste gole ad aver inspirato al Poeta alcuni paesaggi della Divina Commedia.
Oltre agli sport acquatici, la Valle dell’Isonzo è il paradiso delle vacanze attive e green: tra ciclismo, escursionismo, parapendio e deltaplano o semplici passeggiate all’aria aperta, ce n’è davvero per tutti i gusti.

In questo angolo di Slovenia anche i piaceri della buona tavola regalano un viaggio a ritroso nella storia. Lungo i cammini di alta montagna si incontrano ancora oggi le tradizionali case contadine e le malghe, dove fermarsi per assaggiare i prodotti tipici locali, a partire dal formaggio Tolminc, già documentato dal 1756 e prodotto ancora oggi con metodi tradizionali. A Caporetto c’è anche un Museo Caseario e in tutta la valle non mancano ristoranti caratteristici che servono i piatti locali: polenta, ricotta e i mitici struccoli di Caporetto, dolcetti ripieni di noci, uvetta e spezie che vengono bolliti.

 

Per maggiori informazioni, per prenotare i vostri viaggi e per saperne di più:

 

Ente Sloveno per il Turismo

Galleria Buenos Aires 1

20124 Milano

Telefono: 02.29 51 11 87

Fax: 02.29 51 40 71

E-mail: Milano@slovenia.info

www.slovenia.info

 

 

 

 

 

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