Dieci cose da fare a Milano

Cosa c’è di bello da fare e vedere a Milano? Se lo chiedono in tanti (turisti e milanesi) e quasi per tutti la prima risposta è: shopping.

Ma non lasciatevi ingannare dalle apparenze, perché Milano è una città – a dispetto della sua fama di metropoli che corre e non si ferma mai – da scoprire con calma. Come una bella donna di classe, si svela poco a poco, solo per chi avrà la voglia e l’ardire di scoprirla e di amarla davvero.
Ecco le nostre dieci cose da fare a Milano: arte, divertimento, cultura e, ovviamente, l’immancabile shopping made in Italy di una città che non smette di crescere, con i quartieri di lusso e quelli emergenti, e che si fa bella aspettando Expo 2015.

1 - Il Duomo di Milano
Ogni viaggio a Milano non può che partire da qui. Da piazza Duomo, con la sua bella cattedrale gotica, da sempre centro nevralgico della città. La facciata della chiesa, che pochi sanno essere dedicata a Santa Maria Nascente, costruita per volere di Gian Galeazzo Visconti, è il simbolo indiscusso della città. Il suo è un cantiere mai chiuso (ne sa qualcosa la Veneranda fabbrica del Duomo), da quel lontano 1386 quando venne posta la prima pietra, perché la bella architettura gotica, nella quale si fondono armonicamente caratteri nordici e lombardi, non smette mai di richiedere cure e restauri conservativi.
Tra le sue guglie aguzze, la più famosa e più alta è quella dove troneggia la statua dorata della Madonnina, la “Madunina” per i milanesi Doc, ben 4 metri di altezza.
A conoscerli bene i “numeri” del Duomo lasciano senza parole: le statue , compresi i 96 giganti dei doccioni, sono 3.500, la struttura è lunga 157 metri e larga 92 metri e la guglia maggiore è alta 108, 50 metri.
Gli interni, eleganti e austeri, conservano reliquie di grande valore, come il Sacro Chiodo della Croce all’apice della volta absidale.

2 – La Galleria Vittorio Emanuele II
Visto che siete nei paraggi, non potete perdervi una passeggiata lungo la Galleria Vittorio Emanuele II, che si affaccia su piazza Duomo e sfocia di fronte a Palazzo Marino, sede del Municipio milanese, e al Teatro Alla Scala.
La famosa Galleria Vittorio Emanuele II, il cosiddetto salotto buono di Milano, è un passaggio coperto costruito fra il 1864 e il 1878 ad opera dell’architetto Giuseppe Mengoni, in stile eclettico tipico della seconda metà dell'Ottocento milanese con grottesche, cariatidi, lunette e lesene.
Ispirato agli esempio di urbanizzazione delle grandi capitali europee ottocentesche, come Londra e Parigi, la Galleria Vittorio Emanuele II ospita da sempre alcune delle griffe più chic di Milano, come Prada e lo storico negozio di Borsalino, insieme a via Montenapoleone e via della Spiga.

3 – Shopping: il quadrilatero della moda… e non solo


Le abbiamo appena nominate, via Montenapoleone e via della Spiga, due delle vie più eleganti della città, dove sono ammessi solo i migliori brand del made in Italy (e non solo). Ogni fashion victim degna di questo nome lo sa, per trovare tutte, ma proprio tutte le marche più chic del pianeta Terra bisogna dirigersi senza indugi nel dedalo di vie che si dipanano tra via del Gesù, via S. Andrea, via Spiga, via Borgospesso e naturalmente via Montenapoleone, il cosidetto quadrilatero della moda meneghina. Qui si trovano i negozi dei più importanti dei rinomati stilisti italiani ed internazionali: vestiti meravigliosi, stoffe pregiate, borse e scarpe all'ultima moda, gioiellerie e show room di arredamento e design.
Per uno shopping meno costoso, ma sempre di buon livello, non occorre fare molta strada, visti i numerosissimi negozi affacciati lungo Corso Vittorio Emanuele.
Se invece siete alla ricerca di stilisti emergenti, piccoli negozi vintage di stile, negozi di modernariato e insoliti barbieri alla moda, dovete uscire un po’ dal centro città. È il quartiere isola, storico quartiere milanese un tempo popolare oggi molto di tendenza tra giovani creativi e hipster meneghini.

4 – Una mostra a Palazzo Reale


Per molti secoli sede del governo della città di Milano, il Palazzo Reale di Milano è oggi un importante centro culturale, sede di mostre ed esposizioni, come quella attualmente in corso, dedicata a Vassily Kandinsky.
Situato alla destra della facciata del Duomo, conserva al piano nobile del palazzo la bellissima Sala delle Cariatidi, che occupa il luogo dell'antico teatro bruciato nel 1776 ed è l'ambiente più significativo sopravvissuto al pesante bombardamento anglo-americano del 1943.
A pochi passi di distanza da Palazzo Reale, ospitato presso il Palazzo dell'Arengario, si trova il nuovo Museo del Novecento, dove sono conservate circa quattrocento opere selezionate tra le quasi quattromila dedicate all'arte italiana del XX secolo proprietà delle Civiche Raccolte d'Arte milanesi.
 

5 – La Pinacoteca di Brera
Palazzo Brera, sede dell’omonima Pinacoteca milanese, sorge su di un antico convento trecentesco dell'ordine degli Umiliati, successivamente passato ai Gesuiti che vi stabilirono una scuola, e conobbe l'assetto attuale, solido e austero, a partire dall'inizio del Seicento ad opera di Francesco Maria Ricchini.
Nel 1773, a seguito dello scioglimento dei Gesuiti, il Collegio di Brera divenne proprietà dello Stato e l'Imperatrice Maria Teresa d'Austria volle farne sede di alcuni dei più avanzati istituti culturali della città: oltre all'Accademia di Belle Arti e all'Istituto Lombardo di Scienze e Lettere, la Biblioteca Nazionale Braidense, l'Osservatorio Astronomico e l'Orto Botanico.
Nel corso di tutto il XIX secolo logge, cortili, atri e corridoi furono destinati a ospitare monumenti che celebrassero pubblicamente artisti, benefattori, uomini di cultura e di scienza legati all'istituzione braidense.
La Pinacoteca di Brera nacque a fianco dell'Accademia di Belle Arti, voluta da Maria Teresa d’Austria nel 1776, con finalità didattiche. Doveva infatti costituire una collezione di opere esemplari, destinate alla formazione degli studenti.
Quando Milano divenne capitale del Regno Italico, la raccolta, per volontà di Napoleone, si trasformò in un museo che intendeva esporre i dipinti più significativi provenienti da tutti i territori conquistati dalle armate francesi. Brera quindi, a differenza di altri grandi musei italiani, come gli Uffizi ad esempio, non nasce dal collezionismo privato dei principi e dell'aristocrazia ma da quello politico e di Stato. Il patrimonio della Pinacoteca crebbe sempre di più fino agli anni Settanta, in cui si arricchì di alcune collezioni di sorprendente bellezza degli artisti più importanti del primo Novecento, come Modigliani, Morandi, Carrà e Braque.

6 - Il Castello Sforzesco di Milano


Uno dei più importanti monumenti di Milano, il Castello Sforzesco, ha avuto nel corso della sua storia lunghe vicende costruttive, brutali demolizioni, ricostruzioni, abbellimenti e restauri, divenendo un simbolo dei momenti storici, felici e drammatici, della città.
Edificato come rocca difensiva negli anni fra il 1360 e il 1370 da Galeazzo II Visconti, i lavori vengono proseguiti dai successori Gian Galeazzo e Filippo Maria, che trasforma la struttura nella propria residenza e sistema il grande parco a nord dell'edificio. Il Castello dei Visconti ha pianta quadrata, con lato di 180 metri e quattro torri angolari. Il nome del Castello, però, fa riferimento al condottiero italiano e duca di Milano Francesco Sforza, che nel 1450 volle riedificare l'intera struttura.
Attualmente il Castello Sforzesco ospita numerosi musei: al piano terreno della Corte Ducale c'è il Museo d'Arte Antica, al primo piano la raccolta dei mobili e la pinacoteca, al primo e secondo piano della Rocchetta ci sono le raccolte d'Arte Applicata e il Museo degli Strumenti Musicali, nel sotterraneo della Corte Ducale ci sono il Museo della Preistoria e Protostoria e il Museo Egizio.

7 – I Navigli
La storia dei Navigli, ancora oggi una delle zone più affascinanti di Milano, inizia molti secoli fa, per essere precisi nel 1179, quando venne inaugurato primo canale, il Ticinello dal quale sarebbe poi nato il Naviglio Grande, lungo ben 50 km.
A essere sinceri, dell’antico sistema di canali irrigui e navigabili che metteva in comunicazione Milano con il lago Maggiore, Como e il basso Ticino aprendo al capoluogo lombardo le vie della Svizzera e dell'Europa nordoccidentale e quella del Po verso il mare, oggi è rimasto ben poco. Il triangolo di Milano delimitato dal Naviglio Grande e dal naviglio Pavese che ha come vertice la darsena di porta Ticinese e che copre una buona parte del quadrante sudoccidentale della città è oggi la rinomata zona dei Navigli, dove pullulano locali della movida milanese e sopravvive qualche vecchia bottega artigianale, vicino ad atelier e negozi alla moda. Di sera è una delle zone più gettonate e alla moda dove iniziare con un aperitivo e fare le ore piccole, insieme alla vicina zona delle Colonne di San Lorenzo, e alla zona intorno a Garibaldi, Corso Como in particolare, dove si trovano le discoteche alla moda.

8 – L’Ultima Cena di Leonardo Da Vinci


La famosissima Ultima Cena di Leonardo da Vinci è custodita molto gelosamente all'interno del refettorio del convento domenicano di Santa Maria delle Grazie di Milano.
Quella che è unanimemente considerata una delle opere più famose al mondo, venne realizzata dal genio di Leonardo sulla parete nord della grande sala tra il 1494 e il 1498, nel corso della signoria di Ludovico il Moro. La tecnica di realizzazione a "secco", invece che ad affresco solitamente usata per le pitture murarie, ha reso il capolavoro particolarmente delicato, tanto che ha subito nel corso dei secoli pesanti deterioramenti.
Sottoposto a numerosi restauri, per evitare che possa venire ulteriormente danneggiato, l’affresco è conservato in particolari condizioni ambientali, determinate dal trattamento dell'aria. Il Cenacolo Vinciano è visitabile soltanto da gruppi di massimo 25 visitatori per volta, ogni 15 minuti.
 

9 - Mangiare a Milano
Milano è un vero paese delle meraviglie per chi ama la cucina. L’offerta è ampia e per tutte le tasche: ci sono i migliori chef stellati, ma anche i locali alternativi dove mangiare un hamburger gourmet e i ristoranti di tendenza, dove si mangia bene e si sta in compagnia, come Pisacco.
E poi c’è la cucina di Carlo Cracco, che fa parlare il mondo dal “suo” ristorante Cracco a Palazzo Parigi: un’esperienza gourmand da provare, potendo, almeno una volta nella vita: un viaggio ideale nei sapori della gastronomia italiana tradizionale, rievocata con estrema cura, personalità e sapienza. Qui a fare la differenza sono le grandi sfumature della cucina italiana, dove non conta tanto il nome del piatto ma il modo in cui esso viene preparato e servito. Un’attenta e ricercata selezione dell’esperto sommelier Matteo Ghiringhelli, tra oltre 800 vini principalmente italiani completati da pregiate etichette internazionali, accompagna le creazioni di Carlo Cracco.
 

10 – Dormire a Milano


Milano si fa bella, aspettando Expo 2015, e lo fa anche con l’apertura di nuovi hotel molto particolari, come il primo hotel à parfum al mondo, Magna Pars Suite Hotel. In tutto 28 suite realizzate in un’ex fabbrica di profumi, dove tutto è made in Italy: l’eccellenza italiana è negli arredi, nella grande artigianalità, nelle rifiniture in cuoio naturale, che conferiscono bellezza e unicità alle camere realizzate da abili mobilieri lombardi.
Ogni suite è caratterizzata da colori tenui, illuminazione raffinata, doghe in essenza di rovere spazzolato, divani e sedie in pelle, tavoli in vetro, una piccola libreria dedicata, quadri raffinati realizzati dai giovani dell’Accademia di Brera e ispirati agli elementi olfattivi che definiscono il nome e il carattere della suite.

 

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