La fortuna in amore

Si sente dire spesso tu hai fortuna in amore, io non ho fortuna in amore, sono sfortunata in amore e varianti assimilabili.
Si usa spesso attribuire la propria felicità alla fortuna, e l’insoddisfazione al suo contrario.

Siamo certi che sia così?
Alcuni ricercatori americani hanno teorizzato il gene dell’infelicità, l’attitudine a essere infelici. Il gene dello sfigato, insomma, come se fosse colpa nostra quando tutto va storto.
E pensare che li pagano per queste ricerche, sti maledetti.
Però la domanda sorge spontanea: e se la fortuna in amore fosse un fatto di scelte? Indirizzare il nostro desiderio, la brama d’amore, a un target raggiungibile.
Per quanto mi riguarda, mi sono resa conto negli anni di non piacere agli uomini di sinistra.
Gli intellettuali comunisti, i fricchettoni trasandati, i rasta incalliti e le loro alternative chic, proprio non mi guardano. E pensare che io sono sempre stata di sinistra.
Ma niente da fare.
A quindici anni mi sono presa una sventolata per il prof di matematica ambientalista impegnato, riccioli neri al vento e quello strano odore tra i denti (ma che sigaretta era?). Lui fortunatamente non mi ha mai guardata.
Saranno stati i 20 anni di differenza e il fatto che ne avevo 15 e ne dimostravo 7 (mi mancavano solo fiocco rosa e grembiulino).
È stata la mia ultima cotta di sinistra.
Mica è bello non essere ricambiati.
Se l’oggetto del tuo desiderio è un fotografo di moda che corre dietro alle gonnelle di spilungone affamate, mandalo al diavolo.
Se è un fan di Jessica Chastain, Cate Blanchett e la Carrà, c’è il sospetto che la piccoletta col caschetto nero corvino alla Calimero Pulcino Nero non sia esattamente il suo tipo.
Mi è capitato di vedere a casa di amici una serie tv di fantascienza dove la protagonista decide di perdere completamente la sua memoria e identità per acquisire i ricordi e le esperienze di un’altra donna, la donna amata dal tipo che le piace.
Una soap opera? No, sto parlando di Fringe di J.J. Abrams!
Non fatelo mai.
Chi ci ama deve farlo per quello che siamo e allora arriverà anche la fortuna in amore.
E non significa accontentarsi. Credetemi.
Quando ero alle superiori, la nostra prof di inglese per spiegarci la funzione attiva e passiva dei verbi nelle forme interrogative accompagnate dal pronome personale “chi”, ci insegnò un ritornello che eravamo costretti a ripetere per tutta l’ora di lezione:

Who loves Fiona? Who does Fiona love?
Cioè:
Chi ama Fiona? Fiona chi ama?

Henry loves Fiona.

Henry amava Fiona, questo era chiaro, ma di chi accidenti era innamorata Fiona? Mica ricambiava il suo Henry, Fiona.

Fiona loves Luke.

E Luke amava Fiona? No di certo.

Luke loves Christine.

E così via. Non c’era mai modo di mettere d’accordo la compagnia di Fiona, tutti innamorati senza speranza della persona sbagliata.
Me li immaginavo romantici e solitari a sospirare nella campagna inglese, romantica e solitaria pure lei.
Ma perché, Fiona, ti complichi la vita?
Ecco, la fortuna in amore è tutta qua, in questa formuletta della reciprocità.
Consiste nella gran botta di volere, tra tanti, proprio quel tipo che stravede per te.
 

 

 

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