Dieci cose da fare a Bologna

C’è chi la chiama Bologna la Dotta, in onore della sua università, una delle più antiche e prestigiose in Italia, tanto che ancora oggi Bologna si può definire una città universitaria, sempre piena di giovani provenienti da tutto il mondo.

C’è chi la definisce Bologna la Rossa non, come erroneamente si potrebbe credere per le sue tendenze politiche note a tutti e mostrate con orgoglio, ma per il colore dei tetti e delle case bolognesi, che sono gli stessi della città medievale.

Per gli amanti della buona tavola, invece, è Bologna la Grassa e, in effetti, la sua tradizione culinaria è un inno al piacere del cibo, senza pensare alla dieta.
Città vivace, allegra, colta, Bologna è una summa del meglio della splendida terra dove si trova, l’Emilia Romagna. Aggiungiamo il fatto che è ben servita dai treni da tutta Italia e capiamo perché Bologna è la meta perfetta per uno short break city.

Per conoscerla meglio, leggete le nostre dieci cose da fare a Bologna.

1 – Piazza Maggiore


Cuore di Bologna, Piazza Maggiore come la vediamo noi oggi è il risultato di secolari trasformazioni che la arricchirono via via di importanti edifici. Sulla piazza si affacciano alcuni degli edifici più importanti di Bologna: la Basilica di San Petronio, Palazzo dei Notai, Palazzo d’Accursio, Palazzo del Podestà e la scenografica facciata di Palazzo dei Banchi. Tutte costruzioni che testimoniano la storia della città, una storia iniziata nel 1200 quando il popolo sentì il bisogno di adibire uno spazio riservato al mercato, dove incontrarsi e fare affari.
Nonostante la sua inconfutabile bellezza, per gli studenti di Bologna Piazza Maggiore è assolutamente out. Leggenda vuole che nessuno studente possa attraversarla passando per il centro, ma sempre costeggiandola, se non vuole dire addio alla tanto agognata laurea!

2 – Basilica di San Petronio


Dedicata al patrono cittadino (ottavo vescovo di Bologna dal 431 al 450), la Basilica di San Petronio è la più grande e importante chiesa bolognese. La prima pietra venne postata nel 1390 sotto la direzione di Antonio di Vincenzo, ma nel 1514 Arduino degli Arriguzzi propose un nuovo modello a croce latina che avrebbe superato in grandezza la chiesa di San Pietro a Roma. Secondo la leggenda fu il Papa Pio IV a bloccare la realizzazione di questo sogno megalomane. La sua facciata, incompiuta, la rende unica, così come gli straordinari affreschi che la ornano all’interno, opere principalmente di Giovanni da Modena, con il contributo di Parmigianino, Giulio Romano e Masaccio.

3 – Passeggiare sotto i portici


«Sovente, alle due di notte, rientrando nel mio alloggio, a Bologna, attraverso questi lunghi portici, l'anima esaltata da quei begli occhi che avevo appena visto, passando davanti a quei palazzi di cui, con le sue grandi ombre, la luna disegnava le masse, mi succedeva di fermarmi, oppresso dalla felicità, per dirmi: Com'è bello!». Le parole sono di Stendhal, nel suo Voyages en Italie del 1826 ma, in effetti, ancora oggi i portici di Bologna sono uno degli elementi che meglio caratterizzano la città emiliana. Bologna “è i suoi portici”, che la percorrono per ben 40 chilometri: non semplice elemento architettonico, ma essenza stessa della città e specchio del carattere dei suoi abitanti. Sotto i portici ci si ripara dalla pioggia e dal freddo invernale e si trova un po’ di ristoro quando il sole batte forte in estate, sotto i portici ci si dà appuntamento e si passeggia chiacchierando, oggi come nel Medioevo quando, in una Bologna in forte espansione venne alla luce la necessità di sfruttare al meglio tutti gli spazi disponibili, anche quelli all’aperto.
Il portico più stretto della città, solo 95 centimetri di larghezza, è quello di via Senzanome, nel quartiere Saragozza. La via, insieme alla vicina via del Fossato, era il cuore della Bologna popolare, zona nota per i postriboli che vi si trovavano.
Il portico più largo, invece, è quello, ottocentesco, della basilica di Santa Maria dei Servi in strada Maggiore.

4 – Le torri di Bologna
Fior fior di studiosi si sono a lungo chiesti quante fossero la torri di Bologna durante il periodo medievale e, anche se un dato certo non esiste, si pensa che ce ne fossero più di 180. Strutture con funzione militare e gentilizia, vennero innalzate dalle famiglie più potenti della città nel periodo che vide le lotte tra guelfi e ghibellini, come strumento di difesa, ma anche come simbolo di potere.
Le due torri simbolo di Bologna, entrambe pendenti, sono la torre degli Asinelli e la Garisenda (la più bassa e più pendente) citata persino da Dante nella Divina Commedia e nelle Rime.
Situate all'incrocio tra le vie che portavano alle cinque porte dell'antica cerchia di mura "dei torresotti" devono i loro nomi alle famiglie che le costruirono, fra il 1109 e il 1119.
Si può anche salire in cima alla Torre dell’Asinello: bastano “solo” 498 scalini per salire in vetta, ma la fatica è ripagata dalla vista superba che spazia dai tetti rossi di Bologna fino al mare e alle Prealpi del Veneto, quando la giornata è tersa.

5 – Pinacoteca Nazionale di Bologna
A pochi minuti dalle Due Torri, ospitata all'interno dell’ex Noviziato Gesuita di Sant'Ignazio eretto nella seconda metà del 1600 per accogliere i giovani desiderosi d'entrare nella Compagnia di Gesù, la Pinacoteca Nazionale di Bologna è una delle più importanti raccolte museali italiane. La collezione ha il suo nucleo principale nelle opere che provengono dalle chiese e dai conventi bolognesi soppressi in età napoleonica, privilegiando quindi la scuola pittorica bolognese ed emiliana dal suo fiorire trecentesco con Vitale da Bologna fino alla pittura settecentesca dei Gandolfi. L’intera collezione conservata, però, copre un lasso di tempo che dal XIII all'inizio del XIX secolo, con opere di artisti come Raffaello, Carracci, Reni e tante altre personalità legate a Bologna.

6 – Basilica di Santo Stefano


La Basilica di Santo Stefano si trova nell'omonima piazza, nel centro storico di Bologna, ed è anche conosciuta come complesso delle Sette Chiese, perché in origine si trattava di sette edifici di culto romanici collegati tra di loro.
Si dice che la basilica sorga sul sito di un antico tempio di Iside e pare che la costruzione del complesso venne realizzata per volontà del patrono di Bologna, il famoso San Petronio, come un omaggio al Santo Sepolcro di Gerusalemme.
Sulla piazza oggi si affacciano le facciate delle chiese del Crocifisso, del Sepolcro e dei Santi Vitale e Agricola e due sarcofaghi che custodivano i resti dei primi vescovi di Bologna, tutte risalenti a un periodo compreso tra il il V e il XII secolo, ma pesantemente rimaneggiate alla fine dell’Ottocento.

7- Mast, il nuovo centro per l’arte, la cultura e l’imprenditoria


Recentemente inaugurato, il Mast – Manifattura di Arte, Sperimentazione e Tecnologia, è ospitato all’interno di un complesso di 25 mila metri quadrati progettato dallo studio Labics. Al suo interno si trovano uno spazio espositivo, un auditorium, un’accademia per l’innovazione e l’imprenditorialità, un nido per l’infanzia, un wellness center, un ristorante aziendale e una caffetteria aperta al pubblico. Una sorta di micro città, come quelle un tempo realizzate da imprenditori illuminati come Olivetti a Ivrea, che sorge accanto alla fabbrica storica e alla sede del Gruppo Coesia, aperta alla città.

8 – Vedere “La ragazza con l'orecchino di perla” a Palazzo Fava
Affrescato al piano nobile dai giovani Annibale, Agostino e Ludovico Carracci, Palazzo Fava fu definito da Roberto Longhi “un romanzo storico, immaginato sulla grande pittura precedente” capace di “comunicare direttamente ad apertura, non di libro, ma di finestra”.
È il più importante ciclo d’affreschi della loro carriera, commissionati da Filippo Fava nel 1584, il primo saggio della loro riforma pittorica. Con una superficie di oltre 2600 metri quadrati, Palazzo Fava è utilizzato per mostre ed esposizioni di opere provenienti spesso da importanti collezioni pubbliche e private. Come la mostra attualmente dedicata all’età dell’oro della pittura olandese, che ha portato in città il capolavoro assoluto del maestro Johannes Vermeer, La ragazza con l’orecchino di perla.

La sua fama, grazie anche al libro della scrittrice Tracy Chevalier e al film che ne è seguito, ha superato i confini dell’arte chiusa nei musei, per diventare un caso amato e conosciuto in tutto il mondo.

9 – Dove mangiare a Bologna


Premesso che la cucina tipica bolognese è un inno al buon umore e ai piaceri più autentici della tavola (la dieta, a Bologna, è bandita!) tra ragù e lasagne, cappelletti in brodo e salumi nostrani, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Non mancano neppure ristoranti e osterie che offrono cucina tipica bolognese, come l’Osteria dei Poeti, un indirizzo storico in città. Ospitata da sempre nel centro dell'antico borgo della città in un Palazzo Senatorio quattrocentesco. Sopra c’è l’enoteca – fornitissima – e sotto, nell’antica cantina di volti a botte l’osteria, dove gustare un bel piatto di tagliatelle al ragù come si deve.
Se invece siete in vena di sperimentazioni culinarie, provate l’hamburger gourmet di hamburgerie gourmet Well Done Malto e Manzo, il primo ristorante italiano a proporre panini a km zero, preparati con ingredienti selezionatissimi: farine biologiche Alce Nero, carni di qualità provenienti dall'azienda agricola Savigni (un allevamento non intensivo sulle colline tosco-emiliane) e primizie di stagione per comporre una versione sana e irresistibilmente gustosa di una delle pietanze più conosciute al mondo.

10 – Dove dormire a Bologna
Tra gli hotel di charme più accoglienti di Bologna c’è L'Art Hotel Corona D'Oro in una tranquilla traversa alle spalle di Piazza Maggiore, nel centro di Bologna. Ospitato in una dimora storica degli Azzo Guidi risalente al XIV secolo, ha mantenuto intatto il fascino del passato. Anche all’interno dove, sotto soffitti originali in legno splendidamente intagliati, le parti comuni e le camere ricordano la ricchezza di un palazzo nobiliare. L’accoglienza però è bolognese al 100%, il che significa, ospitalità, cortesia e una buona dose di allegria che rende ogni giornata migliore. E se aveste qualche dubbio su Bologna chiedete ai signori Orsi, i proprietari: per loro Bologna non ha segreti e sono sempre felici di condividerli con gli ospiti.

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