Dieci cose da fare in Campania

Dieci cose da fare in Campania sono davvero poche, perché non esistono regioni così ricche di vita, di storia, di tradizioni, di bellezze paesaggistiche.

 

 

La dolcezza del clima, la meraviglia delle coste, l’amore per la cucina, il rito dell’accoglienza: sono solo alcuni dei buoni motivi per organizzare una vacanza in Campania.
Un viaggio in Campania non può che iniziare dal mare, re incontrastato, con il suoi colori intensi, le coste ricche di baie, insenature e pareti rocciose, le isole del Golfo di Napoli Capri, Ischia e Procida, veri capolavori della natura, la Costiera Amalfitana e la bellezza selvaggia del Cilento, ultimo avamposto meridionale della regione.

E come dimenticare il monumento della natura che domina imponente questa terra? Il Vesuvio, cupo e misterioso, amato per la sua bellezza e temuto per la sua potenza.
E poi Napoli, che è passione allo stato puro, città pagana e divina, colta e popolare, gioiosa e malinconica.

 

1 – Napoli

 

Una delle città più belle d’Italia, Napoli, è un unicum di storia e tradizioni, vita e teatro, bellezza e decadenza che non conosce eguali. Al primo posto tra le cose da fare in Campania, perché Napoli è un viaggio nel viaggio: non si torna mai gli stessi, dopo averla scoperta.
Antichissima, una delle città più antiche d’Occidente, la leggenda della sua fondazione si perde nel mito della sirena Partenope. Sarà per questo, per questa sua natura bizzarra forse, che Napoli è la città delle contraddizioni: delle splendide memorie storiche del Museo di Capodimonte e del Palazzo Reale, ma anche del traffico e del caos, città di devozione religiosa ma di spirito pagano e goliardico, di panorami mozzafiato e di sotterranei da brividi.
Scoprite qui cosa fare e cosa vedere a Napoli.

 

2 – Positano

 

Il tratto di costa che prende il nome dalla città di Amalfi, nucleo centrale da un punto di vista geografico e storico, è situato a sud della penisola sorrentina, delimitato a ovest da Positano e a est da Vietri sul Mare.
Amalfi non è però la sola cittadina degna di nota, infatti la peculiarità dell’area è la sua stessa eterogeneità: ognuno dei paesi affacciati su questo splendido tratto marittimo ha il proprio carattere e le proprie tradizioni; anche per questo, oltre naturalmente che per la sua bellezza naturalistica, la Costiera Amalfitana è stata riconosciuta dal 1997 patrimonio mondiale dell’Umanità dall’UNESCO.
A ovest della Costiera troviamo la cittadina di Positano, luogo di villeggiatura sin dall'epoca dell'Impero Romano (recenti rinvenimenti di una villa e resti dell’epoca lo confermano).
Percorrendo il tratto di strada che si snoda al suo interno, ci si imbatte in vicoletti stretti e articolati, scalette che si affacciano su scorci suggestivi e mozzafiato, fatti di giardini terrazzati, pergolati di limoni e macchie multicolori: come fiori di montagna, le case bianche di Positano nascono aggrappate alle pendici della costa rocciosa tipica di queste zone, dando vita a una policromia di terrazzi infiorati che si affacciano naturalmente sul suo splendido paesaggio marino.
Dalla spiaggia un piccolo sentiero nella roccia conduce ad altre incantevoli calette e affianca le torri di avvistamento, segno tangibile delle antiche incursioni saracene. Le spiagge principali in cui godere di una rilassante giornata di sole sono la Spiaggia Grande e quella di Fornillo, entrambe raggiungibili a piedi; la Porta, Arienzo e San Pietro Laurito, raggiungibili principalmente via mare.

 

3 – Amalfi

 

Amalfi, antica repubblica marinara, si presenta oggi al turista come luogo incantato e di difficile fruizione a causa della sua particolare caratteristica geografica: tutte le spiagge, fatto salvo quelle ubicate nel fronte cittadino, sono raggiungibili solo attraverso lunghe scalinate o via mare. In entrambi i casi si tratta di un’esperienza unica, dove il punto di contatto è la natura.

L'ultima spiaggia del comune di Amalfi è La Vite, a 4 chilometri dal centro città, probabilmente la più bella di tutte.
Quando scende la sera, prima di potersi sedere a degustare le ottime pietanze della zona, è d’obbligo una passeggiata per il centro della cittadina che offre scorci di storia antichissima.
Il principale e più celebre monumento locale è senza dubbio il complesso cattedrale di Sant’Andrea, patrono della città. Il Duomo, come comunemente viene chiamato questo complesso, presenta un assemblamento di stili, sovrapposizioni ed affiancamenti di varie chiese di diverse epoche che donano al tutto un carattere speciale e di indubbia bellezza.
Dal molo di Amalfi partono le barche che conducono verso le calette accessibili solo via mare e le spiagge più selvagge e meno attrezzate.

 


4 – Costiera Amalfitana insolita: Furore, Vietri sul mare e Nerano

 

La mitica SS163, una delle strade panoramiche più belle d’Italia che collega Salerno con Sant’Agata sui due Golfi di Napoli e di Salerno, è la spina dorsale della Costiera Amalfitana, da percorrere sulle curve a bordo di una due posti vintage come negli anni Sessanta della Dolce Vita, lungo i paesini arroccati sulle rocce a strapiombo su un mare da favola.

È il modo migliore per scoprire i borghi nascosti della costiera più famosa del mondo e non perdersi nemmeno una delle cose da fare in Campania.

Come Furore, che deve il suo nome alle onde del mare che si infrangono nel fiordo, uno dei più pittoreschi d’Italia, dove si trova il borgo. Che poi proprio un borgo non è, visto che è conosciuto con l’appellativo di “paese che non c’è”: non esiste infatti un unico centro abitato, e le case, isolate, spuntano dai costoni di roccia come un mazzo di carte sparpagliato dal vento.

Merita una sosta anche Vietri sul Mare, piccola cittadina famosa in tutto il mondo per l'antica tradizione di lavorazione della ceramica. Qui laboratori e botteghe sono tantissimi e propongono il meglio della produzione locale: dalle piastrelle per pavimenti ai servizi di piatti, dai vasi alle brocche alle lampade, nei colori del blu, giallo e turchese, tipici della tradizione.

A Nerano, famoso per i suoi lidi ampi e ben organizzati, ci si ferma a mangiare in riva al mare alla Taverna del Capitano, un tempo casetta di pescatori, oggi ristorante di classe. Il padrone di casa è lo chef Alfonso Caputo che delizia i suoi ospiti con una buona dose di simpatia campana e bontà culinaria.

 

5 – Capri

 

La fama di Capri, una delle isole più belle d’Italia, si perde nella notte dei tempi, se si pensa che già i romani la amavano: la fitta rete di testimonianze storiche, la dolcezza del clima, l’atmosfera che vi si respira, la bellezza della vegetazione e del mare, la rendono un mondo a parte.
Capri è un grande masso calcareo che costituisce, geologicamente, una propaggine della Penisola sorrentina. Profondamente incisa da dirupi, grotte, caverne, con coste spesso a strapiombo e fronteggiate da spuntoni e scogli, ha un aspetto che la rende immediatamente scenografica.

Qui il turismo è cosa antica, se si pensa che il primo a frequentarla per lunghe villeggiature fu niente di meno che l’imperatore Tiberio, che vi fece costruire 12 ville, tra cui Villa Jovis. Poi fu la volta dei Grand Tour e nei mitici anni ’50 del jet set internazionale con Sofia Loren e Liz Taylor che non si perdevano una stagione. Anche oggi, a onor del vero, l’isola continua a mantenere un forte appeal per le celebrità di mezzo mondo, che la scelgono spesso e volentieri per le loro vacanze, anche perché non mancano gli hotel super lusso e l’ospitalità è a dir poco impeccabile. Di sicuro a Capri convivono due anime: una più glamour, fatta di shopping ultra chic, ristoranti gremiti e barche di lusso, e una più naturale, dei panorami mozzafiato e delle bellezze terrestri e marine.
I traghetti approdano a Marina Grande, dove si incontrano le case dei pescatori tutte colorate.
Ovviamente, quando si è a Capri, non può mancare una passeggiata con caffè in Piazzetta, il salotto buono isolano, dove ogni giorno ha inizio la movida caprese.

 

6 – Ischia

 

La natura vulcanica di Ischia è evidente nelle numerose e celebri sorgenti termali che la caratterizzano e che le hanno fatto meritare il soprannome di "isola della salute": con 69 gruppi fumarolici, 29 gruppi di sorgenti termali e 103 emergenze sorgive, l’isola campana è la meta perfetta anche solo per un weekend rigenerante. Molteplici i benefici delle sue acque, famose fin dall’antichità.
Non è un caso che Omero e Virgilio le abbiano citate perfino nell’Iliade e nell’Eneide e che ancora oggi sia una delle cose da fare in Campania.
L’isola è famosa anche per l'Ischia Film Festival che si tiene ogni anno a giugno nella splendida cornice del Castello Aragonese: l’evento riporta sull'isola quel clima glam che l’ha resa celebre negli anni.

 

7 – Reggia di Caserta

 

Simbolo di Caserta e sito Unesco, la Reggia di Caserta è uno dei monumenti più importanti del patrimonio artistico italiano e una delle cose da vedere in Campania.
Progettata, nel Settecento, dall’architetto Luigi Vanvitelli per volere di Carlo III di Borbone, la Reggia di Caserta è un capolavoro di architettura e decorazione e uno scrigno di numerose opere d’arte, in un susseguirsi di stucchi, bassorilievi, affreschi, sculture, pavimenti a intarsio.
Di grande pregio quelli della Sala di Astrea, della Sala di Marte e della Sala del Trono, la più grande degli appartamenti reali, un tempo adibita al ricevimento di personalità importanti.
La Pinacoteca è organizzata in una serie di stanze collegate ed espone numerosi dipinti raffiguranti nature morte, eventi bellici e ritratti della famiglia dei Borbone.
Nell’appartamento “vecchio” è esposto il presepe borbonico, grande passione della nobile famiglia dalla quale è scaturita la nota tradizione napoletana per l’allestimento della Natività.
La biblioteca palatina è annessa agli appartamenti della Regina, donna raffinata e di grande cultura, e finemente decorata da rilievi e affreschi tra i quali quello che riproduce i segni zodiacali e le costellazioni, eseguito su disegno dello stesso Vanvitelli.
Da visitare anche il meraviglioso Parco della reggia, tipico esempio di giardino all’italiana, strutturato in prati, aiuole e giochi d’acqua trionfali.
Accanto si apre il Giardino all’Inglese, meno simmetrico rispetto a quello all’italiana, voluto da Maria Carolina d'Austria, ricco di piante indigene ed esotiche, fra cui i bellissimi cedri del Libano.

 

8 – Cilento

 

Spiagge selvagge, baie nascoste, mare cristallino, ma anche siti archeologici importantissimi, storia, buona cucina e ospitalità schietta: sono queste le carte vincenti del Cilento, il tratto più meridionale della costa campana, al confine con la Basilicata, una delle tappe più interessanti tra le nostre Dieci cose da fare in Campania.
Territorio in larga parte compreso nel Parco Nazionale del Cilento, qui gli splendori della Magna Grecia incontrano la raffinatezza della dominazione borbonica, i piccoli borghi sconosciuti fanno a gara di bellezza con le località più in voga (come Palinuro), e la natura regna incontrastata su una costa rocciosa fatta apposta per stupire, che cede volentieri il passo a un entroterra boscoso e verdissimo.
Cosa fare e cosa vedere in Cilento? Scopritelo qui! 

 

9 – Le spiagge più belle della Campania

 

Le spiagge più belle della Campania e d’Italia?

Ai primi posti si posizionano i lidi del Cilento: distese di sabbia dorata, piccole calette protette da pareti rocciose, borghi antichi e villaggi super organizzati per vacanze in famiglia.
C’è la spiaggia di Cala Bianca, una delle più belle d'Italia: il suo nome deriva dal bianco abbagliante dei ciottoli che formano la spiaggia. È una delle località più suggestive della costa di Camerota e vanta uno dei mari più puliti della nostra Penisola. La potrete raggiungere in barca grazie a una bellissima escursione.
La spiaggia dell'Arco Naturale, a sud-est di Capo Palinuro, si trova a pochi passi dalla foce del fiume Mingardo, in un paesaggio incantevole che l'ha resa protagonista della scenografia di numerosi film. Il suo nome è legato a Palinuro, personaggio dell'Eneide, nocchiero della flotta di Enea.
Tra le spiagge più belle di tutta la costiera c’è, senza dubbio, la spiaggia di Trentova, insenatura dolce e accogliente, con una parte sabbiosa attrezzata e un lato più selvaggio di scogli, dove si arriva solo a piedi attraverso un breve sentiero.
Punta Licosa, luogo intatto e meraviglioso, un tempo feudo dei Belmonte, è oggi una riserva marina protetta e oasi naturale da scoprire passeggiando lungo sentieri sterrati odorosi di resina e mare, che sfociano su spiagge per lo più rocciose, tra le più belle del Cilento, paradiso per naturalisti e subacquei.

 

10  Paestum

 

Dedicate un giorno alla scoperta del parco archeologico di Paestum, indubbiamente tra le cose da fare in Campania.
Fondata dai greci intorno al 600 a.C., si chiamava inizialmente Poseidonia, da Poseidone, o Nettuno, dio del mare, al quale la città era stata dedicata. Tra il 400 e il 273 a.C., fu occupata dalla popolazione italica dei lucani. Nel 273 divenne colonia romana col nome di Paestum. Nel V sec. d.C. Paestum assunse a rango di diocesi per essere successivamente abbandonata a cause delle incursioni saracene e dell’estendersi delle paludi. Completamente caduta nell’oblio, bisognerà aspettare fino alla metà del ‘700 per scoprire i suoi resti.
L’area archeologica di Paestum è uno dei principali siti archeologici del mondo, riconosciuta dall'UNESCO patrimonio dell'Umanità.
Al suo interno si distinguono tre aree: due sacre (il santuario settentrionale e quello meridionale) e una pubblica al centro (prima Agora greca e poi Foro Romano).
Magnifici sono i tre templi di Paestum, dorici del V sec. a.C. che, imponenti, si elevano sulla piana dinanzi al mare: il Tempio di Nettuno, la Basilica di Paestum, il Tempio di Cerere, i primi due legati al culto della dea Hera.
I templi, miracolosamente integri, sono circondati da una vasta cinta muraria, che si snoda per quasi 5 km, ricordando la forma geometrica di un pentagono o di un trapezio rettangolare con la punta del lato minore rivolta verso l’Anfiteatro, edificio romano, nato per ospitare il combattimento dei gladiatori, e il Foro che presenta portici di ordine dorico e si raggiunge attraverso la via Sacra.
Di fronte ai templi è ubicato il Museo Archeologico di Paestum, che custodisce gran parte di reperti che erano presenti nei templi. L’opera più famosa è l’affresco della tomba del tuffatore di fine V sec. a. C.

 

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