Weekend a Mantova - cosa fare e vedere in città

Patrimonio Mondiale dell’UNESCO dal 2008, Mantova è una città perfetta per un weekend: piccolo scrigno di grandi bellezze architettoniche, è una città romantica e dolcemente malinconica, che dà il meglio di sé in autunno.

Incastonata nel cuore della Pianura Padana, circondata dall’abbraccio del fiume Mincio, è un gioiello in miniatura, da scoprire a piedi o a bordo del mezzo di trasporto più diffuso, da queste parti: la bicicletta.

Una città antica e misteriosa


 

Tradizione vuole che Mantova sia stata fondata dagli etruschi nel VI secolo a.C. e che il suo nome derivi da Mantus, divinità infernale. Qui nel 70 a.C. nacque Virgilio, che di Inferi se ne intendeva. Il nome di Mantova, però, forse più realisticamente (e prosaicamente) è legato al fatto che la città era circondata da paludi e acquitrini, luoghi malsani e portatori di morte e malattie. E anche se canalizzate e ordinate, ancora oggi tre lati di Mantova sono bagnati dalle acque.
Resa città insulare dallo scavo del Rio, il canale che attraversava l'abitato e univa il Lago Superiore all'Inferiore, la città ha mantenuto nei secoli il suo carattere "acquatico". Fin dal suo centro storico il Paiolo, letteralmente strappato alle acque del lago intorno alla metà del XVIII secolo, poi fu interrato e affiancato dalla "terza cerchia", costituta ora di quartieri moderni e impianti sportivi.
I tesori di Mantova però, sono custoditi ancora nelle prime due cerchie murarie, dove si fronteggiano a pochi metri le une dagli altri architetture e tesori d’arte senza eguali.

Cosa vedere a Mantova

 
 

Si parte dallo splendido Palazzo Ducale, affacciato in parte sulla vasta piazza Sordello, che racchiude giardini, piazze, le opere d'arte di Pisanello, gli affreschi di Giulio Romano, una pala di Rubens e, nel vicino castello di San Giorgio, la celebre Camera degli Sposi, detta anche “Camera picta”, nel torrione nord-est del Castello di San Giorgio, affrescata da Andrea Mantegna tra il 1465 e il 1474, e dedicata a Ludovico Gonzaga e a sua moglie Barbara di Brandeburgo.
Palazzo Ducale è uno dei complessi monumentali più grandi d’Europa. I Gonzaga, signori di Mantova, collegarono con corridoi e passaggi le sue 500 stanze e i suoi 15 cortili interni, facendone la reggia più maestosa dell’epoca. Una vera e propria città-palazzo, la cui edificazione si deve in realtà alla famiglia Bonacolsi, conserva opere dei più importanti pittori del Rinascimento italiano.
Palazzo Ducale si trova affacciato sulla vasta Piazza Sordello e nonostante la sua vastità (34.000 metri quadrati di superficie), è possibile visitarlo in un paio d’ore circa. La biglietteria è situata sotto il portico e l’ingresso è autorizzato tutti i giorni eccetto il Lunedì.
Sul lato destro di Piazza Sordello, dopo il Palazzo Vescovile, si trova il Duomo di Mantova dedicato a San Pietro. Fondato nel 313 d.C., venne più volte rimaneggiato nel corso dei secoli anche da Giulio Romano, grande architetto di corte che lasciò intatta la facciata ma ne modificò le forme, ispirandosi alle basiliche paleocristiane.
In Piazza Mantegna, si trova invece la Basilica di S. Andrea, uno degli esempi più splendidi della Mantova rinascimentale. Progettata da Leon Battista Alberti, fu edificata a partire dal 1472 e conclusa tre secoli dopo con la costruzione della cupola settecentesca di Filippo Juvarra. Nella cripta è custodita una teca che conserva, secondo la leggenda, la reliquia del Preziosissimo Sangue di Cristo, portato a Mantova da Longino, il centurione romano che trafisse il costato a Gesù.

Palazzo Te la dimora estiva dei Gonzaga


Oltre la terza linea di mura di Mantova, oggi perdute, si trova l’altra dimora dei Gonzaga, Palazzo Te (il nome deriva dalla località Tejeto, scelta per la sua costruzione), residenza estiva cinquecentesca, disegnata e decorata da Giulio Romano per Federico II Gonzaga, dove i signori potevano rilassarsi e passare notti d'amore nelle eleganti sale affrescate con scene equestri o leggende mitologiche. Ammirare Sala dei Giganti, affrescata dall’instancabile Giulio Romano, è un’esperienza di bellezza superiore.
Altro luogo che merita una visita è il Teatro Bibiena, piccolo gioiello barocco che, inaugurato nel 1769, ospitò un concerto di un giovane talento, l'allora quattordicenne Wolfgang Amadeus Mozart.
Famosa tra gli innamorati è la Loggia di Giulio Romano: ponte romanticissimo, si presta da sempre a ritratti e foto ricordo, con lo sfondo dell'acqua che scorre fra i vecchi palazzi.

Cosa mangiare e dove mangiare a Mantova

Parmigiano Reggiano, tortelli di zucca, che già i Gonzaga perfezionarono con l’aggiunta di mostarda e salame mantovano, risotto alla pilota, stracotto d’asino, luccio in salsa (“menà”), il tutto accompagnato da un paio di bicchieri di Lambrusco Mantovano DOC. La cucina mantovana è un invito continuo a dimenticarsi della dieta. Il rito mantovano di fine giornata prevede: aperitivo in uno dei tanti bar del centro storico e, a seguire, cena in un ristorante storico, come Anima Nigra ristorante elegante e dalla ristorante dalla lunga tradizione, famoso per la bontà delle sue paste ripiene, agnolini e tortelli di zucca in primis.

Dove dormire a Mantova

In un antico palazzo del Settecento di Mantova, si trova il B&B Armellino: solo quattro stanze sontuose dedicate ai quattro elementi (Aria, Acqua, Terra e Fuoco), una conduzione familiare attenta e di stile, e una colazione casalinga squisita.
L’originalità dell’intero edificio, impreziosito da finiture autentiche e materiali d’epoca - soffitti affrescati, porte interne ed infissi originali, pavimenti in cotto e in legno, caminetti - si coniuga con eleganza all’arredamento realizzato con elementi di design e mobili etnici autentici provenienti da varie parti del mondo.
C’è anche un silenzioso giardino interno, oasi di pace e relax, dal quale si scorge la cupola settecentesca della Basilica di S. Andrea.

 

 

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