Viaggio a Barcellona, tutto il meglio da vedere in città

Barcellona. Basta la parola e vien voglia di prendere il primo aereo per questa bella città, capitale della Catalogna. Da vedere, a Barcellona, ci sono così tante cose che non si vorrebbe mai tornare a casa.

Che sia per un weekend o per una settimana, il consiglio è di lasciarsi andare e seguire il ritmo della movida locale. Magari soggiornando in appartamento – molto belli e interessanti per posizione e prezzi sono gli appartamenti OhBarcellona – per godere della massima autonomia e libertà.

Iniziamo da un grande classico, imprescindibile quando si viene a Barcellona: la Rambla, il lungo viale che da Plaza de Catalunya porta fino ai piedi della statua di Colombo, a pochi metri dal mare.

Qui si affollano, giorno e notte, turisti, barcellonesi, artisti di strada in cerca di fortuna e mille botteghe che vendono souvenir e mirabilia da mettere in valigia. Anche se non amate la folla, bisogna venire sulla Rambla per sentire la forza vitale di Barcellona e della sua gente.

Ricordate di bere un sorso d’acqua alla Fontana di Canaletes, che si dice assicuri di ritornare in città; di tuffarvi a capofitto nel tripudio di colori e profumi della Rambla de les Flores, regno incontrastato dei fiorai di Barcellona e di fare un giro al Mercato de La Boqueria.


Giusto a metà della Rambla che dal porto va verso Piazza de Catalunya, al numero 91, l’antico Mercat San Josep con i suoi 2583 metri quadrati e più di 300 bancarelle è uno dei più famosi di tutta la Spagna.
Nella bella struttura Art nouveau si trova davvero di tutto: frutta esotica e verdura, pesce freschissimo, invitanti jamòn appesi in bella vita, tutti i prodotti tipici possibili e immaginabili, venditori carismatici intenti a contrattare il prezzo con acquirenti esigenti, voci e risate, profumi e voglia di vivere.

Ci si può anche fermare a mangiare, in uno dei banchi che cucina sul posto il pescato, come da El Quim: si fa un po’ di fila aspettando il proprio turno, ma ne vale la pena.

Altra meta consigliata è il Barrio Gotico: nelle stradine contorte di questo quartiere antico, da sempre centro politico e religioso della città, si affacciano bar alla moda e piccoli ristoranti, librerie e antiquari e si respira ancora oggi un’aria misteriosa e un po’ sospesa.
Su tutto svetta la guglia appuntita della Cattedrale di Barcellona. Per scoprire il Barrio Gotico non c'è un percorso consigliato: meglio gironzolare un po' tra le stradine, senza dimenticare Placa Reial e Carrer Montcada, dove si trova il Museo Picasso.

 

Merita una breve digressione la storia della Cattedrale intitolata a Santa Eulalia e alla Santa Croce. Alla Santa è dedicata la cripta sotterranea dove sono conservate le spoglie e un sarcofago che racconta la fondazione di Barcellona da parte di Ercole.
Poi c'è un chiostro con la Fontana dell'Eden "difeso" da tredici oche bianche. Cosa ci fanno qui? L'origine è incerta, ma la leggenda popolare vuole che rappresentino gli anni di Eulalia, martire bambina, che intorno al 300 d.C. venne sacrificata nel sito dove oggi sorge la cattedrale.
La Cattedrale è dedicata inoltre alla Santa Croce: il Crocifisso del Quattrocento, posto sopra l'altare, nel 1571 venne issato come stendardo sulla nave di Giovanni D'Austria in partenza per Lepanto dove si tenne la leggendaria battaglia contro i Turchi. Si narra che nel corso dei combattimenti la statua si sia mossa per scansare una palla di cannone e questo spiegherebbe la strana forma che ha assunto.

 

Cosa sarebbe Barcellona senza il genio architettonico di Gaudì? Certamente non potrebbe avere il volto giocoso e trasognato che continua a incantare il mondo intero. Il grande architetto catalano, padre del modernismo, ha lasciato in città opere di grande bellezza.
Almeno quattro vale la pena visitarle. Si parte da Casa Batllò, uno degli edifici più belli del quartiere di Eixample. Commissionata dalla ricca famiglia Batllò, Gaudì vi utilizzò tutti i materiali classici del modernismo: la facciata è completamente ricoperta di mosaici di ceramica colorata.

Il tetto ondulato invece tappezzato di "scaglie" che lo fanno sembrare un drago senza testa nè coda. Nel suo interno spicca l'interesse di Gaudì per le opere artigianali. 
Bellissima anche Casa Milà, più conosciuta come La Pedrera: costruita tra il 1906 e il 1910, anticipa in qualche modo lo stile della Sagrada Familia di cui si nota la somiglianza nella struttura aspra.
È composta da una serie di muri-tenda in pietra, dipinti al loro interno, con la facciata principale aperta e ornata da grandi finestroni e balconi con ringhiere in ferro. Spettacolari i fantasiosi camini sul tetto.
Non si può dimenticare una visita a Park Güell, capolavoro visionario, dove forme sinuose e ondulate si mescolano con la natura regalando una sensazione di grande pace.

E, infine, eccola, la Sagrada Familia, l’opera che ossessionò Gaudì per tutta la vita e nella quale riversò tutti i suoi risparmi fino all’ultimo centesimo, morendo così poverissimo.
Preparatevi, perché è una delle mete letteralmente prese d’assalto dai turisti ogni giorno dell’anno. Se riuscite a farvi strada tra le coppiette in posa per la fotografia di rito, però, vi accorgerete che è davvero straordinaria. Non è importante che sia incompiuta, quello che si vede basta per lasciare a bocca aperta.

E visto che non si può partire senza aver assaggiato le mitiche tapas, il consiglio è di andare sul mare, a Barceloneta e nella zona del Port Vell, in origine un antico villaggio di pescatori ora completamente riqualificato, dove si trovano ancora posti caratteristici e a buon prezzo. Il lungomare, poi, è perfetto per una passeggiata sotto le stelle.
Se invece volete innamorarvi delle tapas più chic di Barcellona, non dimenticate questo nome, Tickets. Ultima fatica del pluristellato Ferran Adrià, Tickets è il paradiso delle tapas rivisitate dall’inconfondibile genio dello chef catalano. Bando ai timori quindi, avete scelto di fare un viaggio nel gusto indimenticabile. Unico accorgimento: prenotate con largo anticipo, i tempi di attesa superano i due mesi.

 

 

    

 

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